I diritti digitali sconfiggeranno Linux?

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“Se non si modifica la legge sui sistemi per la gestione dei diritti digitali, Linux morirà “. L’allarme è di HP che chiede un’operazione di pressione sui legislatori americani per modificare il Digital Millenium Copyright Act e dare accesso al sistema operativo open source alla rivoluzione da cui è escluso.

L’adozione dei sistemi di protezione dei diritti digitali rappresenta un dei principali pericoli per la diffusione di Linux. Ad esprimere la preoccupazione che la crescente adozione dei sistemi di DRM, Digital Right Management, impiegati non solo per l’intrattenimento digitale, ma anche per la tutela di documenti confidenziali nell’ambito del mondo corporate, possa escludere il sistema operativo open source dal futuro dell’IT, è stato Martin Fink, responsabile dei progetti Linux di HP.

Nel corso di uno degli incontri di LinuxWorld Fink ha presentato l’urgenza di una modifica al Digital Millenium Copyright Act la cui formulazione, di fatto, rende di fatto incompatibile il software Open Source con i sistemi di DRM. Un effetto concreto è tangibile è l’incerto terreno e le vicende legali tra cui procedono i prodotti Linux che comportano l’utilizzo di DVD. HP crede che per modificare questa situazione sia necessario un intervento presso i legislatori “per far sì che il software open source partecipi al progresso. In caso contrario * ha detto Fink facendo un chiaro riferimento a Microsoft * ci troveremo di fronte ad una ecosistema in cui una sola società  ha il pieno ed esclusivo controllo sui vostri documenti”

L’allarme di Fink si colloca in un contesto in cui altri rappresentanti del mondo open source hanno lanciato lo stesso appello a modificare la legge sulla tutela delle proprietà  intellettuali che “rappresenta un crescente pericolo per Linux”, secondo il CEO di Red Hat Matthew Szulik.

In questo caso si fa riferimento alla legge che tutela i brevetti che può essere usata per intentare cause contro l’open source. Secondo alcuni esperti al momento ci sono ben 238 brevetti software che potrebbero essere usati per intentare una causa con gli utilizzatori o i distributori di Linux. Anche se IBM, che ne detiene 60 di questi, ha fatto sapere che non avanzerà  alcuna rivendicazione non è garantito che la stessa intenzione pervada Microsoft, che ne possiede 27.