I rivenditori: ecco dove Apple sbaglia

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I rivenditori americani fanno sentire la loro voce sui problemi di Apple e la loro analisi sugli errori commessi non è uguale a quella di Cupertino

I rivenditori americani non sono molto preoccupati per la situazione di Apple, anzi alcuni di loro denunciano vendite più alte rispetto ai mesi scorsi. Le vere critiche e i travagli sembrano venire, piuttosto, dal rapporto con Cupertino, mai facile.
Questo pare emergere da una lunga inchiesta pubblicata nella notte da ZDNet/Maccentral nella quale i rivenditori del nord America fanno sentire la loro voce.
Il primo elemento di dissenso sembra essere su una delle cause della crisi che secondo Jobs sarebbe dovuta a molti fattori tra cui anche la mancanza di un CD-RW interno. Anche se alcuni di essi ammettono di avere avuto richieste da parte di clienti che ne hanno poi acquistato uno esterno, altri affermano che la sensibilità  al proposito non pare particolarmente alta da parte di chi decide di acquistare un Mac. Piuttosto, sostengono gli addetti alle vendite e i titolari di grandi negozi, si è notato ultimamente un atteggiamento attendista in vista di MacOs X. Molti possibili acquirenti paiono aspettare gli eventi e capire esattamente che tipo di macchina sarà  necessaria a supportare il nuovo Os prima di fare una spesa.
Parallelamente diversi rivenditori di Canada e Usa affermano che le vendite del Cubo e del G4 stanno andando bene, soprattutto grazie agli sconti, e di essere stati sorpresi dall’annuncio di Jobs. Un’affermazione che però non pare tenere conto di un fattore importantissimo, ovvero che il rallentamento del numero di macchine distribuite è solo una delle cause del cattivo trimestre. Un altro importante aspetto è la riduzione dei margini determinata proprio dagli sconti.
Pieno accordo, invece, sulle difficoltà  create dal gap in MHz rispetto al mondo PC e sottolineature sul fatto che al momento manca il fattore “eccitazione” nell’acquisto di una macchina Apple: troppo scontate le loro caratteristiche, troppo poco “differenti” da quelle PC, poca innovazione, insomma.
Considerazioni da cui discendono una serie di richieste e di auspici, il principale è la necessità  che Apple al prossimo Expo lanci qualche prodotto davvero importante. Lo reclamano, in particolare coloro che denunciano poche vendite, ma la richiesta pare essere implicita in tutti.
Una secondo fattore che potrebbe rilanciare le vendite è indipendente dai prodotti ma riguarda proprio i rapporti con i rivenditori. Molti di essi lamentano una scarsa attenzione nei loro confronti che va dalla mancata riprotezione dei prodotti a magazzino (che determina ordini con il contagocce) ai rapporti freddi e formali. “Apple non ci fa sapere nulla sui nuovi prodotti, eppure noi sapremmo dare dei consigli. Non ci consulta neppure per sapere come migliorare le relazioni con gli stessi rivenditori. L’unica cosa che ci chiedono – dice Gerry Curry di Curry Systems, un rivenditore, canadese – è quante macchine abbiamo venduto. E se le cose vanno male per colpa loro non si preoccupano neppure di sapere dove hanno sbagliato”.