I tagli di Sony: goodbye Aibo e Qalia

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Muoiono una serie di prodotti e marchi “storici” di Sony, nel tentativo di risollevare le sorti economiche dell’azienda con una cura da cavallo. Una cura che però pare problematica e meno efficace del previsto. Scompare anche il business dei televisori al plasma. Si gioca tutto sull’LCD…

Sony aveva un problema, un paio di anni fa. Un problema di posizionamento e forse anche di strategia. Adesso, ha un problema di conti, e sta facendo di tutto per far tornare i pezzi del puzzle al loro posto. Certo, per un gigante anche se nipponico è sempre difficile. Questa volta, più difficile del solito.

La scelta di un amministratore delegato non giapponese, il gallese Howard Stringer, è un segnale del tentativo radicale di cura. Un altro sono i licenziamenti. Un altro ancora il taglio della produzione di Walkman nell’arcipelago nipponico. L’ultimo, il “massacro” di brand e prodotti anche ben visibili ma certamente non redditizi. A fare la spesa con i conti ballerini di Sony, quindi, sono “volti noti” per i consumatori e gli amanti dell’elettronica di stile (non bisogna dimenticare che Sony è l’unico altro produttore di elettronica di consumo e informatica ad aver aperto “boutiques” come Apple).

Partiamo con Aibo, il simpatico cagnolino robot, costosissimo ma appassionante sia per l’immaginario che evoca (il robot di casa che gioca coi bambini, a partire dai romanzi di fantascienza americana di fine anni Venti) sia per il costo non proprio popolare. Via, tagliato, non si farà  più.

Anche Qrio, l’altro simpatico robot questa volta di foggia umana, quello che sembra un’astronauta dell’Apollo, e sa anche ballare, ebbene: non ballerà  più. Licenziato.

Qalia, il marchio di extralusso, quasi venerato in Giappone, che produce televisori e fotocamere artigianali ma di altissima tecnologia in serie numerate, non c’è più. Ci sono audiofili che vestiranno il lutto per anni (e spenderanno capitali a cercare su eBay tutto quel che potranno).

Televisori al plasma, l’arma della riscossa dopo la fine del tubo catodico e il difficile mercato dell’LCD (dove Sony non possiede tecnologie proprietarie sul pixel e si deve appoggiare a fornitori esterni) non se ne studieranno e produrranno più.

La spinta, ha dichiarato il responsabile delle finanze, Nobuyuki Oneda, sarà  nel settore computer, Dvd e camcorder ad alta definizione ed LCD con la linea Bravia di televisori. I risultati serviranno a raggiungere il piano di risanamento ambizioso messo in pista da Sony (e sul quale si sta giocando la testa Stringer) ovvero tagliare per il 2008 ben 200 miliardi di Yen di spesa (1,4 miliardi di euro). Sino a questo momento i tagli hanno ridotti i costi di circa 15 miliardi di Yen, cioè 105 milioni di euro circa.