Il Congresso mette nel mirino iPod

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Il Congresso degli Stati Uniti convoca un’audizione per discutere dell’impatto di iPod e del suo modello “chiuso” sul mercato dei diritti digitali e valuta una legge per cambiare la politica di Apple. Ma Napster, a sorpresa, interviene a difesa di Cupertino. “Un errore imporre scelte che fermano l’innovazione”.

Il congresso degli Stati Uniti tiene sotto osservazione il mercato dell’€™interoperabilità  dei sistemi di protezione dei diritti digitali e anche se per ora non è prevista alcuna legge in merito, non si può esclude che in futuro la compatibilità  tra di essi possa essere prevista con un dispositivo. Questo il messaggio che è passato chiaro e forte dal dibattito svoltosi ieri a Washington, alla Camera dei Deputati nel corso di un’€™audizione della sottocommissione che si occupa dei diritti d’€™autore.

L’€™incontro, convocato appositamente per discutere del problema posto dalla polverizzazione dei sistemi di DRM e dei problemi posti ai consumatori, aveva un convitato di pietra: Apple. La società  di Cupertino che domina l’€™universo della musica digitale è stata infatti più volte portata al centro della discussione, ma nessun rappresentate di Cupertino era presente all’€™incontro.

I due relatori, il repubblicano Lamar Smith eletto in Texas, e il democratico californiano Howard Barman, hanno posto al centro della discussione l’€™impossibilità  a caricare su iPod file venduti da altri negozi on line che non sono iTunes, ‘€œquesta potrebbe essere una cosa buona per Apple ma per i consumatori rappresenta un problema’€. ha detto Smith considerando la dominanza di iPod sul mercato dei player. Di qui l’€™idea di una legge che apra di forza il riproduttore ad altri standard.

L’€™idea di produrre una legge ad hoc è stata, comprensibilmente respinta sia Ray Gifford della Progress & Freedom Foundation, un’€™associazione che si occupa di diritti digitali e che ha il sostegno di Apple, ma anche da Napster. William Pence, Chief Technology Officer della società  di Los Angeles, principale concorrente di Cupertino nel campo dei negozi di musica on line, ha infatti detto che se è vero che Apple dovrebbe aprire iPod, l’€™intervento del governo non è la cosa più giusta. ‘€œQuesto ingesserebbe la competizione e l’€™innovazione di cui beneficiano i consumatori e i detentori dei diritti in uno stadio iniziale dello sviluppo del mercato. Non è prudente a questo stadio della situazione scegliere un vincitore tra Fairplay e i suoi concorrenti’€.

La stessa opinione è stata poi espressa da John Conyers, un altro deputato democratico, secondo cui ‘€œl’€™innovazione sarebbe a riscio. A decidere saranno i consumatori che sceglieranno l’€™interoperabilità  contro le piattaforme chiuse’€

Tra le proposte avanzate e che potrebbero essere messe in atto c’€™è stata quella di una sorta di etichetta per la musica digitale con la quale si specifica chiaramente con quali prodotti le canzoni acquistate su Internet sono compatibili.

Alla fine della seduta non è mancata una bacchettata sulle dita di Apple che non ha voluto apparire all’€™audizione. ‘€œNormalmente ‘€“ ha detto Smith – quando una società  con il 75% del mercato viene chiamata a testimoniare su politiche che potrebbero influenzare il loro business, sarebbe bene che rispondesse all’€™appello. Non farlo è un errore’€