Il Macworld di New York cambierà  volto?

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Si annuncia una svolta epocale per il Macworld di luglio. Meno espositori, meno nuovi prodotti, meno Apple ma più seminari e conferenze e una differente filosofia. E potrebbe anche non esserci più Steve Jobs a fare da anfitrione

Potrebbe cominciare dal cambiamento del nome e finire con una vera e propria rivoluzione dei contenuti il cambiamento del Macworld di luglio.

A far sospettare che qualche cosa di grosso sta bollendo in pentola per l’€™evento estivo del mondo Mac che si dovrebbe (a questo punto, più che mai, il condizionale è d’€™obbligo) qualche pagina Internet dedita alle indiscrezioni, tra cui Thinksecret.

Il sito, che in passato su questo argomento ha dimostrato di avere agganci attendibili, sostiene infatti che il colloquio aperto tra IDG Expo ed Apple sulle sorti della fiera estiva sarebbero giunte ad un punto di svolta fissando cambiamenti epocali.

Il primo sarebbe la variazione della struttura stessa della rassegna, molto meno ‘€œesposizione’€, molto più evento con seminari, conferenze, sessioni specialistiche che focalizzerà  la sua attenzione sul multimedia, il digitale e il DTP.

Il numero degli stand scenderebbe e con essi anche la densità  di nuovi prodotti e di novità . Tra gli altri ad adottare questa politica di basso profilo ci sarebbe anche la stessa Apple che continuerebbe ad essere presente con un suo stand, ma con un impegno ridotto sia in termini di novità  che di ‘€œsuperficie’€ occupata nell’€™ambito della rassegna.

Una svolta segnata anche dalla mancata presenza di Jobs sul placo del keynote, affidato (probabilmente) a Schiller che come gli accade in altri contesti si limiterebbe ad illustrare tecnologie e soluzioni Apple senza essere costretto a tirare fuori dal cilindro il classico coniglio cui ci ha abituato Jobs. Eventuali novità  saranno di portata minore e annunciate, assai probabilmente, solo da qualche comunicato stampa.

In questo contesto è previsto anche un cambiamento del nome della rassegna che potrebbe mantenere la denominazione ‘€œMacworld’€, ma aggiungere una specificazione che la renderà  immediatamente percepibile come qualche cosa di differente da quella che si tiene sulla costa occidentale in gennaio.

Secondo Thinksecret, che cita come fonti alcuni espositori recedente informati dalla stesa IGD Expo, non tutti i dettagli sono stati ancora fissati, ma appare chiaro che la rivoluzione è frutto degli intensivi colloqui in corso tra l’€™organizzatore ed Apple.

Come noto Cupertino da tempo manifesta dubbi sull’€™opportunità  di avere due grandi eventi Mac negli USA, rassegne estremamente popolari ma che per diversi versi ‘€œingessano’€ le strategie di rilascio di nuovi prodotti, costringendo Jobs e il management a rinviare o anticipare gli annunci per andare verso l’€™evento con novità  di rilievo. Ultimamente invece Apple ha chiaramente fatto intendere di voler avere le mani libere per poter operare in maniera più flessibile.

In aggiunta a questo Apple ritiene anche troppo costoso organizzare due eventi di questa portata che costano alle sue casse milioni di dollari.

Per questo non appena IDG ha annunciato di avere intenzione di spostare il Macworld estivo a Boston, dalla società  della Mela si è colta la palla al balzo annunciando il ritiro dall’€™evento a partire dal 2004 ma annunciando anche nel contempo che l’€™adesione all’€™edizione del 2003 (che si terrà  ancora a New York) poteva essere in discussione. Il confronto tra IDG ed Apple è giunta ai massimi vertici con la minaccia da parte dell’€™organizzatore di estromettere Cupertino anche dall’€™evento di gennaio, per poi sopirsi in seguito a colloqui che sono intercorsi nei mesi scorsi e durante i quali il direttore di IDG Expo, Charlie Greco, si è anche dimesso. Colloqui che ora, a dare retta alle indiscrezioni, paiono essere giunti ad un punto di svolta.