Il Planetario Gates con computer SGI

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Inaugurato al museo di Scienze Naturali di Denver, il planetario è dotato di un impressionante impianto tecnologico di SGI in grado di visualizzare l’intero sistema solare e “immergere” il visitatore nello spazio più remoto.

Il fraintendimento sul nome di questo nuovo planetario potrebbe creare ironia ma il Gates in questione non è il capo di Microsoft.

E’ di questi giorni l’apertura al pubblico del Planetario Gates del museo di scienze naturali di Denver e con “welcome to the cosmos” (benvenuti nel cosmo) le intenzioni di questa struttura si esplicitano al meglio per il visitatore.

Seduti in una delle 125 poltrone, inclinate di 25 gradi e con un angolo visivo di 164 gradi, si potranno vedere le eruzioni dei vulcani da una altezza di 24 km dalla superficie del mare, l’evoluzione della violenza degli uragani nel corso di 400 anni, gli abbassamenti delle temperature invernali delle ultime decadi, le orbite della Luna intorno alla Terra, viaggiare fuori dall’atmosfera per circondarsi dal nero più assoluto con stelle luminose qua e la, tutto renderizzato da potenti calcolatori visivi su basi assolutamente scientifiche (il database Cosmic Atlas contiene i dati di miliardi di stelle, pianeti, lune anelli, comete, asteroidi e oggetti che l’uomo a messo in orbita per un totale di 250.000).

Protagonisti assoluti del “Cosmic Journey” sono i trenta Onyx 3800 di SGI (meglio nota come Silicon Graphics) installati assieme a undici sottosistemi grafici InfiniteReality4, il sistema più imponente di visualizzazione finora concepito.

Ci sono voluti tre anni per mettere insieme un database e un sistema informatico capace di una grafica ad altissima risoluzione, che fanno del Planetario Gates il più evoluto al mondo.

Il sistema di proiezione basato su tecnologia DLP – Digital Light Processing (11 proiettori) è capace di 12 milioni di pixel sullo schermo scuro che riesce a produrre un contrasto di 10:1.