Il Wall Street Journal recensisce il PowerBook 17″

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Ricco di dotazioni, leggero e ingegnerizzato in maniera ammirabile. Ma anche un computer non per tutti per le grandi dimensioni del suo schermo. Ecco quello che pensa il Wall Street Journal del nuovo PB da 17 pollici.

Leggero, flessibile nelle capacità  d’impiego, con uno schermo di dimensioni davvero generose. Questo alcune delle considerazioni del Wall Street Journal nel contesto di una recensione del nuovo PowerBook 17.

Il giornale finanziario non risparmia certo gli elogi per la macchina che Jobs ha presentato al Macworld, sottolineando anche le dotazioni di accessori, come il Wi-Fi integrato che consente di connettersi facilmente con un gran numero di hot spot ma anche di collegarsi a reti Windows con poca fatica. Mossberg, il giornalista che stila la recesione e che in passato si è già  occupato spesso di prodotti Mac, sottolinea anche lo scarso riscaldamento della macchina e la qualità  dei materiali con cui è stata costruita.

Le parole di maggior apprezzamento, quasi stupore, vanno però alle dimensioni dello schermo “sufficienti a presentare due pagine di word affiancate o una pagina web e un messaggio e-mail”.

La dimensione dello schermo è però causa di uno dei difetti che Mossberg rileva recensendo il PowerBook: la sua scarsa maneggevolezza. “Non si tratta di una macchina per tutti – dice il giornalista – e non così “portatile” come altri laptop. Le sue dimensioni – aggiunge Mossberg – lo rendono adatto a sostituire un desktop in maniera efficiente ma non, ad esempio, ad essere utilizzato in volo visto che si divora letteralmente un tavolinetto”

Ma nonostante le dimensioni dello schermo abbiano trasformato, per qualcuno, il PB in una sorta di “portaerei”, Mossberg ammette che Apple è riuscita a mantenere lo spessore e il peso in maniera soprendentemente efficace: “IL Dell Latitude 800 – dice Mossberg – nonostante uno schermo da 15,4 pollici, pare una balena accostato al PowerBook 17”.

Difetti non calmierati da pregi, secondo il Wall street Journal, sono la durata della batteria, ora inferiore a quella di alcuni PC con processore Pentium-M e la disposizione della tastiera, troppo spostata verso lo schermo e con troppo spazio libero davanti. Questo, secondo Mossberg, renderebbe non ergonomico il suo utilizzo.

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