Il business PC di IBM ai cinesi di Lenovo

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Ora è ufficiale: Lenovo acquista il business PC di IBM. Valore dell’operazione, più di 1,7 miliardi di dollari. Il marchio di Big Blue sopravviverà  per almeno cinque anni sui computer prodotti dai cinesi.

Ora è ufficiale: Lenovo ha acquistato il business dei PC di IBM. L’accordo, che in realtà  è molto più complesso di una semplice acquisizione della divisione, è stato annunciato alle prime luci dell’alba in Europa, mentre in oriente si chiudevano le borse. Valore complessivo dell’operazione: 1,75 miliardi di dollari, di cui 650 milioni in contanti, 600 in azioni (pari al 18,9% del valore in borsa di Lenovo) e 500 determinati dall’assunzione di parte del debito generato dalle operazioni della divisione.

L’accordo, come accennato, è piuttosto complesso perchè prevede diverse altre clausole che fanno apparire l’incorporazione quasi come una sorta di collaborazione tra IBM E Lenovo. Il marchio IBM, ad esempio, non scomparirà  per la società  cinese ha diritto ad usarlo per la divisione PC per cinque anni. Anche il brand “Think”, particolarmente solido nell’ambito dei portatili, sarà  usato da Lenovo per i laptop. Lenovo avrà  accesso ai canali distribuitivi e di vendita di IBM; i servizi d’assistenza, garanzia, leasing e di finanziamento saranno gestiti da IBM. La base operativa del business PC di Lenovo sarà  a New York con un quartier generale anche a Releigh in Nord Carolina e uno a Pechino. Infine l’attuale general manager dell’unità  PC di IBM, Stephen Ward, diventerà  CEO di Lenovo, Yuanqing Yang, vice chairman, presidente e CEO di Lenovo diventerà  chairman della società .

Al termine dell’operazione di fusione la società  che nascerà  da essa sarà  il terzo produttore mondiale di PC dietro ad HP e Dell; complessivamente, basandosi sui dati del 2003, la “nuova” Lenovo avrà  un output di 11, 9 milioni di unità  l’anno e un fatturato di 12 miliardi di dollari. I dipendenti saranno 19.000 di cui 10.000 proverranno da IBM e di questi ultimi 4000 già  lavorano in Cina.

L’accordo dovrebbe consentire ad IBM di concentrarsi in maniera specifica sull’assistenza e i servizi dismettendo una divisione che nell’ultimo quarto fiscale aveva prodotto un rosso di 50 milioni di dollari su un fatturato di 2,84 miliardi di dollari. I servizi avevano generato 11,1 miliardi di dollari di fatturato con un profitto di 1,2 miliardi di dollari. IBM si era già , di fatto, ritirata dal business dei PC consumer nel 1999 preferendo concentrarsi su macchine destinate alle aziende e soprattutto ai portatili.

Lenovo a sua volta spera di espandere la sua attività  al di fuori del mercato interno cinese dove si trova in difficoltà , assediata dalla concorrenza anche americana, come quella di Dell. Nel corso dell’ultimo trimestre nell’area di Asia e Pacifico Lenovo è cresciuta del 14,6% contro il 30,9% di Dell e del 31%,5 della stessa IBM. Le tecnologie acquisite da IBM, i canali di vendita e soprattutto, il marchio (che è il terzo più conosciuto al mondo dopo Coca Cola e Microsoft e da solo vale 53,8 milioni di dollari), dovrebbe consentire a Lenovo di sovvertire questo trend.