Il fenomeno audiolibro cresce grazie all’iPod

di |
logomacitynet696wide

La nuova passione letteraria per l’industria editoriale statunitense, secondo il New York Times, si chiama iPod. Non i libri sul piccolo lettore multimediale di Apple, bensì gli audiolibri: costano meno e tantissimi li possono leggere. Anzi, ascoltare…

Cosa meglio di un buon libro la sera, per rilassarsi. Ma leggere può essere faticoso. Richiede tempo, una situazione tranquilla (niente da fare con le mani, ad esempio, o con la vista: non si può leggere mentre si guida), insomma, le situazioni ideali a disposizione sono meno di quante non si pensi. Ecco che entra, secondo il New York Times, un nuovo modo possibile di leggere: gli Audiolibri.

Attenzione, non solo il fenomeno è datato di per sé, ma addirittura in Italia (dove non ha mai attecchito) ha visto più volte gli sforzi di editori diversi per lanciarne l’uso nel nostro mercato. Fallimentari. Sinora, almeno, secondo l’autorevole quotidiano statunitense.

E il punto è proprio questo: il fenomeno Audiobook esiste già  da parecchio tempo (i primi erano su vinile negli anni Cinquanta e Sessanta, poi su cassetta nei Settanta e Ottanta, Cd nei Novanta e adesso via download anche su iTunes) ma il NYTimes lo legittima e lo mette sulla ribalta. In una parola, lo sdogana: da fatto marginale per pochi “originali” che al libro preferiscono l’audiolibro, diventa fenomeno socialmente diffuso, un’alternativa al libro convenzionale.

Ecco, se parte il libro audio, dice il NYTimes, il merito è anche e soprattutto dell’iPod. Cioè, di quello che per una fortunata serie di congiunture favorevoli l’iPod si trova a rappresentare. In pratica, il Walkman dell’era digitale. E fa da volano all’avanzata di un nuovo modo di fruire il libro. Un modo meno faticoso, temporalmente contingentato. Dicono infatti gli esperti di marketing che molti lettori hanno l’ansia perché con poco tempo a disposizione temono di non poter finire il libro, il file audio invece ha una durata esplicitamente dichiarata e quindi conforta perché chi ascolta si può regolare con gli altri impegni.

Così, mentre le redazioni delle case editrici si sforzano di trovare nuovi modi e nuove forme al libro, quella audio, con lo scrittore o un attore (ma negli Usa prevalgono soprattutto degli anonimi “dicitori”, non le star del doppiaggio o del piccolo schermo che schiacciano la personalità  del testo sulla riconoscibilità  della propria voce) sta diventando il modello del futuro.

Intelligente mossa di Apple, che da tempo propone anche all’interno del suo iTunes Store i testi letti da quelli di Audible, e intelligente alternativa per quanti ad esempio si trovano a percorrere ad esempio lunghe distanze in auto da pendolari, o anche in treno (con gli occhi stanchi dopo una giornata davanti al computer dell’ufficio). Altra grande fonte, almeno negli Usa, è ovviamente Amazon, mentre più lontane sono le vendite ad esempio nelle grandi catene librarie americane come Borders o Barnes&Nobles.