Il gigante Microsoft inciampa due volte sui netbook

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I dirigenti Microsoft e gli analisti esaminano i risultati in calo del colosso del software e individuano i fattori che erodono fatturato e profitti: oltre alla diminuzione delle vendite di PC con Windows pre-installato, negli ultimi due trimestri è cresciuta l’importanza dei netbook. Se non è Linux viene utilizzato Windows XP, ormai proposto a prezzo ridotto.

L’impressione, cui ha fatto cenno ieri sera Macity, secondo cui il bilancio Microsoft il primo in calo di fatturato in 23 anni di storia della società  abbia pagato un doloroso tributo alla popolarità  dei Netbook è confermata. Ad ammettere come la popolarità  dei microportatili sia stata una delle ragioni dello storico arretramento sono gli stessi dirigenti di Redmond in alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa e agli analisti.

Nei commenti a margine della presentazione dei risultati fiscali i vertici della società  delle finestra hanno fatto esplicito cenno ad regresso del cosiddetto premium mix composto da Vista Home Premium, Vista Business, Vista Ultimate e XP Professional, in calo del 14% nelle vendite e passato dal 77% al 62%. Ancora più negativo il fatto che per la prima volta nella storia della multinazionale il calo dei ricavi generati da Windows è sensibilmente superiore al calo rilevato nelle vendite di computer PC. Da che esistono i sistemi PC e Windows, hardware e sistemi operativi si sono mossi di pari passo, registrando incrementi e cali praticamente simili se non identici attraverso le varie fasi del ciclo economico. Secondo la stessa Microsoft le vendite di computer PC sono calate per una percentuale compresa tra il 7% e il 9%: questo spiega il quasi identico calo del 6% nelle vendite unitarie di Windows.

I due trend inusuali sono da attribuire almeno in parte ai netbook, un dettaglio che non appare immediatamente dai risultati trimestrali di Redmond ma che gli analisti hanno individuato senza troppe difficoltà .

Microsoft denuncia licenze di Windows Vista in diminuzione in linea con il calo registrato nelle vendite di nuovi PC, pari a circa il 6%, ma per arrivare alla diminuzione dei ricavi del 15-16% occorre aggiungere all’equazione la variabile netbook: secondo le ultime stime i piccoli ed economici computer rappresentano ormai il 10% di tutti i computer venduti nell’ultimo trimestre. Quando non funzionano con Linux, i costruttori di netbook acquistano da Microsoft licenze per l’obsoleto ma sempre efficiente Windows XP per un costo-macchina che si aggira intorno ai 15 dollari, contro i 50-60 dollari di una licenza Vista Premium, sistema operativo che comunque non potrebbe girare su questi sistemi.

Così la variabile impazzita costituita dai netbook rappresenta una doppia minaccia per Microsoft: da una parte “ruba” percentuali crescenti nel numero complessivo dei nuovi PC, sistemi che in loro assenza sarebbero venduti con Vista pre-installato. D’altra parte il successo dei netbook erode nuovamente i ricavi di Redmond perché in quei sistemi dove Microsoft è presente lo è con Windows XP, un sistema considerato dai dirigenti a fine vita da ormai due anni e in grado di generare margini ridotti.

Ricordiamo che la maggior parte degli analisti ritiene che Apple in questo momento stia alla larga dal settore dei Netbook, oltre che per la dichiarata incapacità  di creare un prodotto soddisfacente per i clienti usando le attuali tecnologie, proprio per i margini molto ridotti che offrono i prodotti di questa classe. Solo quando Cupertino avrà  trovato un sistema per spuntare un fatturato e profitti pari se non superiore a quelli che ottiene vendendo computer tradizionali, si potrà  vedere il lancio di un mini-Pc con il marchio della Mela. Un lusso, quello di non affrontare obbligatoriamente il settore dei Netbook, che pochi altri, se non nessuno, nel mondo dei computer è in grado di prendersi e che corre il rischio di strangolare più di un produttore di PC.