Il podcasting di iTunes inventa l’iGod

di |
logomacitynet696wide

Il reverendo Payne sale agli onori delle cronache popolari per essere stato il primo in Gran Bretagna a credere nell’era digitale anche per diffondere i propri sermoni ai fedeli.
Lo ha fatto con iTunes e per l’iPod. Ma i podcasting religiosi sono ormai una realtà affermata.

Se la Santa Sede è stata una tra i pionieri del podcasting grazie a Radio Vaticana, ormai il tema religioso è uno dei più gettonati su iTunes.

Sul web si possono trovare podcasting di tutte le religioni o pseudo-religioni o sette.

Un caso speciale sono le duemila persone che hanno scaricato i podcasting del reverendo Leonard Payne, della chiesa anglicana St. Nicholas di Wrentham, nel Suffolk.

Il prete “digitale” dopo la prima sorprendente risposta positiva ha fatto sapere che per accontentare le richieste è stato costretto a sostituire il server presso il quale deposita il file digitali per il download fatto attraverso iTunes.

Inizialmente messi online sul sito della chiesa, i discorsi da trenta minuti del reverendo cinquantaseienne Payne sono diventati presto molto famosi attraverso Internet.

A fine luglio la piccola comunità  britannica che fa capo alla chiesa del reverendo Payne ha scaricato 2.400 omelie, ma forse limitare ad un area geografica così ristetta l’interesse potrebbe essere limitativo… grazie all’inglese molti in giro per il mondo avranno avuto la curiosità  di ascoltarle.

“Non sostituisce certo la Funzione a ma è uno strumento molto utile” è stata l’affermazione del vicario di St. Nicholas e, alla diocesi di St. Edmundsbury e Ipswich, sono felici dell’esperimento riuscito: “abbiamo creato una chiesa diversa”, ovvero Church different “l’istituzione ecclesiastica sta mutando nel terzo millennio”.

Si provi a digitare “sermon” su iTunes e la sezione podcasting risponderà  con un gran numero di risorse religiose, moltissime in lingua anglosassone, ovviamente.

Che sia arrivato quello che si potrebbe un pò profanamente definire l””iGod”?
Il reverendo Payne non sembra avere dubbi: posa volentieri davanti all’obbiettivo con in mano un iPod, sul quale ha appena scaricato i propri “godcasting”.