Il primo worm per iPhone colpisce gli smartphone con jailbreak

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Ikee il primo worm per iPhone si sta diffondendo in Australia e colpisce esclusivamente i terminali sottoposti a jailbreak. Non provoca danni: modifica il wallpaper con una foto del cantante Rick Astley, invitando gli utenti a leggere le istruzioni del proprio smartphone.

Il primo worm per iPhone si chiama Ikee: non provoca danni e si sta diffondendo in Australia, colpendo esclusivamente i terminali sottoposti al processo di jailbreak. L’attacco avviene via Internet e sfrutta una back door creata ad insaputa degli utenti che hanno installato una utility per il controllo via riga di comando SSH, senza modificare però la parola di accesso standard.

Una volta infettato il worm Ikee sostituisce l’immagine di sfondo di iPhone scelta dall’utente con una fotografia del cantante Rick Astley, famoso negli anni ’80 per la canzone “Never Gonna Give You Up”, allo stesso tempo visualizzando il messaggio “ikee is never gonna give you up”, in pratica ikee non ti abbandonerà  mai. A questo punto il worm chiude il terminale SSH e va alla ricerca di altri iPhone da contagiare. Il worm non provoca alcun tipo di danno e non cattura informazioni personali dell’utente. Oltre alle segnalazioni di Forbes, la diffusione del worm è stata presa in considerazione anche dalle società  Sophos e F-Secure specializzate in sicurezza.

Anche se ikee è praticamente innocuo, gli esperti avvisano gli utenti di stare all’erta perché la stessa tecnica potrebbe presto essere utilizzata da pirati e cracker con modifiche tali da renderlo decisamente più pericoloso. Ricordiamo che soli pochi giorni fa un giovane hacker olandese ha sfruttato la stessa falla, quindi la password SSH di deafault, per visualizzare un messaggio di riscatto sugli iPhone di diversi utenti olandesi. Una volta scoperto e individuato l’hacker ha restituito i soldi ricevuti e ha pubblicato come chiudere la falla nel proprio iPhone. Nel caso di ikee Techworld indica l’autore nel 21enne australiano Ashley Towns che ha creato il worm a insaputa della soluzione identica dell’hacker olandese, e comunque senza alcuna intenzione di lucro o di provocare danni.