Il prossimo decennio del web sarà  cinese

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L’inglese è stato, fin dagli inizi dell’era informatica, la lingua del web. Fino a poco tempo fa non ha neanche mai visto questo ruolo messo in pericolo, data la scarsa concorrenza. Con la clamorosa ascesa della Cina, che sta diventando la potenza mondiale con i tassi di crescita più sostenuti, il trend sta forse mutando. Dati i record sulle percentuali di crescita dell’utilizzo del web in Cina, si può forse cominciare a parlare di un nuovo asse informatico che tende verso il continente asiatico.

Il portale linguistico Bab.la ha recentemente completato una ricerca il cui obiettivo principale era dimostrare il gap esistente tra le lingue parlate al mondo e le lingue che vengono impiegate nel web. Senza sorprese la ricerca ha mostrato che il cinese è la lingua più parlata al mondo. Nonostante ciò, quando si parla di lingue impiegate nel web, il cinese è ancora dietro all’inglese, trovandosi solo al secondo posto nella classifica mondiale delle lingue del web. Sono 450 milioni le persone che utilizzano l’inglese nel web, anche se l’incremento percentuale di questo indice tende al ribasso. Il CNNIC (China Internet Network Information Centre) mostra invece come l’indice in questione, riferito alla Cina, abbia registrato nel 2008 una crescita del 42% che in cifre assolute significa 298 milioni di utenti, più di quelli statunitensi che, in cifre assolute, sono stati 225 milioni. L’aumento del ritmo di crescita della lingua cinese nel web avrà , in un futuro non lontano, un impatto significativo in internet. Quanto ci vorrà  prima che gli utenti di madrelingua cinese intacchino l’essenza inglese del web? Secondo Erin Gallagher, membro del gruppo di ricerca di bab.la, questo potrà  accadere prima di quanto si possa pensare. “Basandosi sugli attuali tassi di crescita, si può prevedere un ribaltamento degli equilibri già  in 2 o 3 anni”, conferma Gallagher.

La ricerca mostra come, non solo il cinese, ma anche altre lingue potrebbero sorpassare l’inglese nel web. India, Bangladesh e Indonesia hanno quote di popolazione e tassi di crescita tali da poter influenzare e modificare lo status attuale. L’India viene sempre più spesso paragonata ad una “nuova Cina”. Il potenziale indiano sarebbe addirittura maggiore se si tengono in considerazione le previsioni dei tassi di crescita e sviluppo delle generazioni future. La mappa delle lingue del mondo di bab.la mostra come l’indostano sia solo al secondo posto (dopo il cinese), tra le lingue più parlate nel continente asiatico. L’indostano (il termine racchiude le lingue hindi e urdu) è parlato da più di 900 milioni di persone. Nonostante ciò la presenza di questa lingua nel web è ancora scarsa. Il potenziale indiano, gli sviluppi infrastrutturali e il ruolo centrale che l’India sta conquistando avranno degli effetti positivi anche sulla penetrazione di queste lingue in internet (esattamente come sta avvenendo con il cinese). Gallagher crede, infatti, che l’India sia “un gigante dormiente nel mondo delle lingue” e che i trend attuali possano rafforzare la presenza di utenti e lingue indostane nella rete.

I primi due decenni del World Wide Web (WWW) sono stati “anni inglesi”, il prossimo decennio sarà  cinese. L’inglese sta chiaramente perdendo posizioni e un web più globale, accessibile e “rosso” è alle porte.
[A cura di Mauro Notarianni]