Il terremoto in Cina ferma i grandi dell’IT

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Nelle vicinanze della capitale Chengdu e nella regione del Sichuan colpita dal violento terremoto si trovano numerosi impianti di produzione e sedi di numerosi grandi dell’IT mondiale. IBM, Intel, Microsoft, Motorola, Nokia fanno il quadro della situazione: nessun dipendente scomparso, energia e acqua sospesi, contenuti o nulli i danni agli impianti e produzione sospesa fino al ristabilimento della situazione

L’epicentro del terremoto è stato localizzato a circa 90 chilometri da Chengdu, popolosa capitale della regione del Sichuan colpita lunedì dalle violente scosse sismiche che hanno provocato 12 mila morti e un numero ancora imprecisato di dispersi. La conta dei morti e quella dei dispersi è in costante evoluzione.

Molte importanti multinazionali dell’IT mondiale hanno una sede operativa localizzata proprio nella città  di Chengdu: piccole filiali estere con poche decine di dipendenti fino a grandi impianti che danno lavoro a migliaia di persone. Complessivamente circa 13 mila persone lavorano in cina per IBM, la zona colpita dal sisma ospita alcuni uffici di vendita: un portavoce dell’azienda ha comunicato che nei rapporti giunti finora non si hanno notizie di danni a persone o cose.

Sempre in zona Intel gestice insieme a SMIC uno degli stabilimenti più grandi del Paese in cui lavorano circa 1600 persone. Durante il terremoto i lavoratori sono stati evacuati, nessuna perdita di vite umane con pochi o nessun danno agli impianti. Lo stabilimento di Chengdu realizzata chipset e microprocessori: interrotti i rifornimenti di energia e acqua l’impianto è mantenuto con i sistemi di backup e la produzione è sospesa.

Praticamente tutti i portavoce delle multinazionali hanno sospeso le attività  per fare il punto della situazione e lasciare più tempo ai dipendenti per contattare cari e familiari in attesa che la situazioni si stabilizzi. Oltre a IBM e Intel già  citate, ricordiamo anche Microsoft, Motorola e Nokia. Per tutte le multinazionali pochi o nessun danno a stabilimenti e impianti, nessuna vittima tra i lavoratori.