In iPad una directory pubblica per le App e la condivisione dei file

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Nel nuovo tablet della Mela sarà disponibile una cartella condivisa dalle App e che risulterà visibile anche da Mac e PC, quando iPad è collegato al computer. L’esistenza è stata individuata dall’esame della SDK: ecco le altre funzioni emerse dalle prime analisi.

iPad metterà  a disposizione degli utenti e anche degli sviluppatori una cartella condivisa: questa directory speciale risulterà  visibile agli applicativi e anche da Mac e PC durante il collegamento con il computer. L’esistenza e le funzioni della directory condivisa sono state individuate dagli sviluppatori che per primi si sono tuffati nell’esame della SDK speciale che Apple ha rilasciato in contemporanea con l’annuncio di ieri sera.

A partire dagli indizi della SDK gli sviluppatori tentano di risalire alle funzioni: la visibilità  da Mac e PC permette di agevolare la condivisione dei file e anche l’utilizzo della memoria di iPad come disco portatile per il trasporto dei dati, così come avviene con iPod. Essendo poi la cartella condivisa visibile e disponibile per gli applicativi porta ad un’altra deduzione: sarebbe questa la porzione della memoria in cui iPad conserverebbe i file dei documenti, come per esempio i documenti di iWork. I file potrebbero essere, forse, trascinabili direttamente sul desktop o magari sincronizzabili in qualche modo con una cartella equivalente del Mac o del PC.

Appassionati e sviluppatori hanno iniziato a scandagliare la SDK di iPad solo da poche ore in ogni caso non mancano altri dettagli interessanti. Per esempio per la prima volta nella SDK in ambiente iPhone OS, in iPad le App possono indirizzare la visualizzazione video su di un dispositivo eterno collegato tramite l’adattatore via Dock.

Come già  emerso durate la presentazione e le prime prove della presentazione di San Francisco, anche su iPad Apple non consente il multitasking. Questo dettaglio viene ulteriormente confermato dall’esame della SDK, così come un’altra funzione nota, vale a dire la possibilità  di creare applicativi universali in grado di funzionare su iPad così come su iPhone e touch.