In un film la “setta” del Mac

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Il culto del Mac come metafora delle divisioni razziali. La battaglia delle ideologie e dell’incompresione culturale partendo dal confronto tra Apple e i PC. Un film indipendente inglese lancia una provocatorio, ma interessante, parallelismo.

Il confronto tra Mac e PC come allegoria delle divisioni umane. L’eterna divisione tra utenti del computer della mela e quelli fedeli alle “Finestre” come parabola della separazione razziale e dell’incomprensione etnica.

L’ardita metafora è alla base di un film indipendente britannico del regista, molto “indipendente”, Jake Barnes, intitolato iBrotha e in circolazione in alcune sale londinesi.

La pellicola, che parte da un presupposto molto stimolante, racconta la storia di un personaggio significativamente chiamato Brother Copland che si prefigge lo scopo di dare alla piattaforma Mac e al sistema operativo di Cupertino, la visibilità  e il rispetto che esso si merita. Nel corso della sua missione apostolica, accompagnato da personaggi dai nomi altrettanto significativi come Brother Ive e Brother Newton, poco alla volta Brother Copland si trasforma in una sorta di Malcom X dell’informatica.

Come detto il film ironizza metaforicamente sulle divisioni razziali e sull’indottrinamento ideologico fondato sul nulla. Gli “adepti” del culto del Mac che si fanno chiamare “fratelli” sono vestiti di nero, adorano un Mac SE religiosamente collocato su un tavolo circondato da candele e offerte votive, decidono in sedute semi-clandestine del gabinetto di propaganda la loro battaglia ideologica.

La pellicola ha come protagonista Neil Rayment (Brother Copland) che ha una parte sullo schermo con il fratello gemello Adrian nella parte dei virus nel sequel di Matrix.

Il resto degli attori è assolutamente sconosciuto, così come il regista che si descrive come appassionato di musica e devoto utente Mac.

Il film è stato girato a Londra in Super 16 e DV e poi montato ed editato con un Mac (e Final Cut Pro). Da fine settembre è in circolazione in alcune sale londinesi (come il Curzon di Soho) ma Jake Barnes intende portarlo anche fuori dall’Inghilterra ad alcuni festival, come Cannes e al Bafta (British Academy of Film Television Arts). Nel corso del 2003 dovrebbe uscire anche in DVD.