Inside trading su ordini iPod, nei guai manager taiwanesi

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Nove manager di una azienda taiwanese finiscono nei guai per inside trading sugli ordinativi per l’assemblaggio di iPod. Vendute azioni prima di rivelare pubblicamente la riduzione della produzione. Rischio di anni di carcere e milioni di dollari di multa.

Anni di carcere. Ecco quello che rischiano alcuni manager di Inventec Appliances, una società  taiwanese se fossero provate le accuse di inside trading a margine di una vicenda che tocca la produzione di iPod. I dirigenti di Inventec avrebbero infatti manovrato per vendere azioni societarie per un valore pari a circa 16,3 milioni di euro prima di rivelare pubblicamente di avere perso circa il 50% degli ordinativi iPod.

I fatti risalgono al gennaio del 2006. Il 19 di quel mese i nove manager sulla graticola avevano saputo che parte della produzione di iPod sarebbe stata trasferita ad aziende concorrenti che operano in Cina ma non ne avrebbero fatto alcuna menzione pubblica. I titoli azionari di Inventec avrebbero così mantenuto un valore molto alto fino al marzo di quell’€™anno quando il trasferimento di produzione altrove divenne un fatto noto; a quel punto le azioni Inventec sono scese dai massimi di 183 dollari taiwanesi del febbraio di quell’€™anno a 106 del 24 marzo. La ragione del crollo azionario è facilmente riscontrabile del fatturato dell’€™azienda quasi dimezzato: 12,3 miliardi di dollari taiwanesi a gennaio 2006, 6,5 miliardi di dollari nel febbraio dello stesso anno.

Il calo non ha però toccato da vicino i dirigenti dell’€™azienda che, a quel punto, si erano già  liberati di un considerevole numero di azioni realizzando un profitto di 740 milioni di dollari Taiwanesi pari, appunto, a 16,3 milioni di euro. A riprova che i dirigenti sapevano del taglio agli ordinativi c’€™è il piano per licenziare un significativo numero di dipendenti addetti al montaggio degli iPod ben prima di avere dato pubblica notizia della scelta di Apple.

Gli inquirenti chiederanno una dura condanna per il chairman Jackson Chang e il presidente Daniel Lee; Chang potrebbe avere 6,5 anni di carcere e una multa di 30 milioni di dollari taiwanesi (676mila euro), Lee potrebbe scontare fino a 7,5 anni di prigione e pagare 60 milioni di dollari taiwanesi (1.3 milioni di euro).