Intel col raffreddamento ad acqua

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Il vostro portatile PC scalda troppo?Niente paura. Basta metterci un radiatore ad acqua. E non si tratta di un hack di qualche “taroccatore”, ma di un ufficialissimo prodotto del maggior produttore di laptop al mondo, Toshiba. Intel che cosa non si fa per te…

e per quanto riguarda i processori dei desktop il mondo PC sembra tenere il passo, se non superare per qualcuno, il mondo Mac, non altrettanto si può dire per quanto riguarda il settore dei portatili. In questo ambito i consumi e, soprattutto, il calore prodotto dai chip sia di Intel che di AMD rendono estremamente difficoltoso per i notebook Win stare in coda ai PowerBook in fatto di potenza di calcolo e di efficienza. Ogni tanto però c’è qualcuno che sembra avere qualche idea geniale, come Toshiba i cui portatili sono quasi unanimemente riconosciuti come tra i migliori del mondo PC.
Recentemnete, proprio per fare fronte al riscaldamento eccessivo, il produttore Giapponese ha annunciato quello che potrebbe essere definito il primo portatile con il radiatore. Difficile definire in altro modo la cosidetta tecnologia “super-cooling” che verrà  per la prima volta presentata la prossima settimana in uno dei modelli di punta di Toshiba, il Protege 3040. Si tratta, infatti, secondo la descrizione che ne fa il produttore, di un tubo in rame riempito con acqua distillata che avvolge il processore e termina all’estremo opposto del case. Quando l’acqua raggiunge la temperatura di ebollizione scorre dal processore alle parti più fredde della macchina, disperdendo così il calore in eccesso.
Meno artigianale e futuristica la soluzione proposta da AMD. Il secondo produttore di chip al mondo, infatti, ha deciso di offrire ai suoi clienti (tra cui ci sarà  per prima HP) processori della serie K6-2+ e K6-III+ che integrano una funzionalità  denominata “Power Now!”. L’idea, anche in questo caso, è semplice: per ridurre il consumo della batteria i notebook che saranno dotati di questi processori funzioneranno alla massima velocità  quando sono connessi alla rete di alimentazione. Quando ne vengono sconnessi girano a frequenza più bassa in termini di MHz. L’idea ce l’aveva già  avuta anche Intel con processori che abbassano la loro velocità  per risparmiare energia, ma i chip di AMD, oltre ad essere più sofisticati, costano anche molto meno. Il primo potatile di HP ad essere prodotto con i nuovi processori dovrebbe costare solo 999$. Poco più di un paio di milioni.