Intel e Nvidia: scontro in tribunale?

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Querelle sulle licenze tra Nvidia e Intel. Il colosso di Santa Clara vuole portare in tribunale il produttore di chip grafici. Al centro della battaglia giudiziaria le licenze per i chipset Nehalem.

Dopo un periodo di pace relativa, i due colossi dell’informatica tornano ai ferri corti. Il motivo del contendere è ora la volontà  di Nvidia di produrre chipset per le nuove schede madri. Nvidia ha una regolare licenza, può produrre chipset per processori Core 2 e ora intenderebbe produrre chipset per la nuova generazione di CPU Nehalem. Intel non ritiene valida la licenza (la giustificazione è che le nuove CPU mettono a disposizione un controller di memoria integrato diverso dalla generazione precedente) ed ha depositato una causa contro l’azienda.

Nvidia ha rigettato le accuse e secondo quanto dichiarato da Jen-Hsun Huang, presidente e CEO dell’azienda “la licenza negoziata quattro anni addietro è perfettamente valida oggi” e accusando Intel di voler bloccare la concorrenza. A detta di Nvidia, Intel si sentirebbe “minacciata” dalla potenza di calcolo disponibile nelle nuove schede video e “dall’indebolirsi del business delle CPU” cercando pertanto di soffocare sul nascere il nuovo mercato.

La disputa non è in realtà  nuova, ma la citazione di Intel è l’ultima mossa in ordine di tempo fatta dal produttore di CPU. Nonostante la controversia in corso, le aziende continuano regolarmente a collaborare su altri fronti. E’ di questi giorni, ad esempio, l’annuncio della concessione in licenza di Intel alla tecnologia SLI di Nvidia per l’utilizzo sulle schede madri DX58SO per processori Intel Core i7 (in sostanza le schede madri basate su chipset Intel X58 e processore Core i7 possono ora essere equipaggiate con una combinazione qualsiasi delle GPU GeForce, compresa la Quad SLI).

l lancio di Nehalem è avvenuto a novembre, in coincidenza con l’introduzione del Core i7. Prima di giungere in tribunale, le due aziende hanno avuto molti incontri e discussioni, senza successo.
[A cura di Mauro Notarianni]