Intel supera il mito dei Megahertz?

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Intel presto userà  nuovi sistemi per denominare i suoi processori. Non più solo i Megahertz ma anche sigle e numeri per far capire che le prestazioni non sono tutte nella velocità  del clock.

Intel cambia strada. Per descrivere i suoi processori non userà  più solo un nome e la potenza in megahertz, ma anche un codice. L’€™indiscrezione, trapelata nel week end, se confermata rappresenta una svolta strategica di significativa portata nel campo del marketing dei processori, e non solo di Intel.

Infatti, se davvero la società  di Santa Clara deciderà  di pubblicizzare i suoi prodotti togliendo enfasi alla loro potenza ‘€œmuscolare’€ si avvicinerà  alle posizioni di chi ha sempre criticato la scelta di puntare esclusivamente sulle prestazioni in megahertz per sostenere le vendite dei prodotti e su cui Intel ha investito milioni di dollari, finendo per imperniare il suo progresso tecnologico proprio su questo aspetto.

Attualmente, però, appare sempre più chiaro che imperniare il marketing e, conseguentemente, gli sforzi tecnologici sull’€™incremento in megahertz può diventare in un tempo una scelta perdente e confondere i consumatori. Le prestazioni dei processori non possono più essere semplicemente descritte usando la velocità  del clock quando molti altri aspetti, dal bus alla cache per finire con set di istruzioni specializzati, finiscono per influenzare in maniera la potenza di calcolo.

Secondo alcune fonti Intel avrebbe assunto la decisione di modificare le modalità  con cui descriverà  i processori accorgendosi di essere stata vittima delle sue strategie al lancio dei Pentium-M che presentano velocità  nominali più basse di quelle dei Pentium desktop e che per questo, nonostante una intensa campagna pubblicitaria, vengono ancora percepiti come molto più lenti dei Pentium 4, nonostante non sia così.

Ricordiamo che da tempo AMD, il maggior concorrente di Intel nel campo PC, da due anni usa per i suoi Athlon XP un sistema di denominazione slegato dalle prestazioni in megahertz e che indica la velocità  del processore in rapporto ai vecchi chip Athlon. Così un Athlon XP 3400+ identifica un processore capace di toccare prestazioni paragonabili a quelle di un Athlon da 3.4 GHz, anche se effettivamente non supera i 2.2 GHz.