Intel, tagli al personale e ristrutturazione

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Intel annuncia un piano di ristrutturazione di vasta portata. Licenziamenti, ristrutturazione dell’organizzazione, nuovi prodotti, anticipo sui tempi di rilascio dei chip. L’iniziaiva per rispondere alle sfide del futuro e combattere la concorrenza di AMD. Annunciato il rilascio di Conroe per luglio e di Merom per agosto.

Intel pianifica una profonda ristrutturazione. L’annuncio di importanti novità  nell’organizzazione, nell’impiego delle risorse e nella gestione del personale stata annunciata nel corso della giornata di giovedì dall’amministratore delegato Paul Otellini.

Nel corso di una trasmissione in webcast a cui hanno assistito dipendenti, giornalisti e analisti, il CEO ha parlato di “riposizionamento e ridimensionamento in vista del futuro che la società  si è prefissa”. L’intenzione della società  di santa Clara è quella di attuare una profonda revisione che la condurrà  a ridurre i costi per unità  lavorativa e a migliorare la resa di ciascun dipendente. Parole che suonano chiaramente come il preannuncio di licenziamenti anche se Otellini ha chiuso sul nascere ogni dibattito in merito: “Non è giusto e troppo semplicistico parlare di riduzione di personale. L’intervento che intendiamo portare a termine è più complesso e strutturato”. Anche se il CEO non ha voluto precisare ulteriormente è chiaro che almeno una parte degli attuali 100.000 dipendenti dovrà  trovare una collocazione fuori dalla società .

Tra le iniziative citate da Otellini per rimediare agli attuali problemi c’è un’accelerazione della ricerca e il rilascio anticipato di nuovi prodotti. “Entro l’estate – ha detto il capo di Intel – aggiorneremo tutti i segmenti della nostra offerta nel campo dei microprocessori”. Otellini, parlando dei nuovi chip basati sull’architettura Core, per la prima volta ha reso note le date di rilascio di Woodcrest (un processore per server, in arrivo a giugno), Conroe (destinato ai desktop, in arrivo a luglio) e Merom (processore per laptop che sarà  presentato in agosto).

Intel pensa di liquidare gli eccessi di magazzino che pesano come un macigno (3,55 miliardi di dollari di valore a fine marzo il livello più alto dal 2001) entro giugno. I tagli alle spese da qui alla fine dell’anno dovranno arrivare ad un miliardo di dollari.

Intel ha affermato che per guadagnare quote di mercato punterà  sulla strategia di piattaforma, ovvero su sistemi quasi completi che usando i suoi chip permetteranno a produttori anche piccoli e senza risorse economiche importanti di costruire in breve tempo e con costi bassi macchine efficienti.

Nel corso degli ultimi mesi il bilancio di Intel ha preso una china preoccupante. La prova è nei profitti che quest’anno, per la prima volta dal 2003, scenderanno passando dai record di 12,3 miliardi di dollari a 9,3 miliardi di dollari. Anche il fatturato è destinato a calare, passando da 38,8 a 37,7 miliardi di dollari. Nel campo dei PC l’aumento delle vendite è passato dal 12/13% all’anno all’8/9% del 2006. Intel nei server perde terreno per l’attacco di AMD e di altri concorrenti “che hanno costruito prodotti più competitivi dei nostri” ha detto Anand Chandrasekher,, responsabile delle vendite che ha svolto una relazione per gli analisti. Nell’ambito dei desktop e dei laptop il calo è dovuto al fatto che durante la seconda metà  del 2005 Intel non ha prodotto abbastanza processori. “Non siamo riusciti a soddisfare il mercato”, ha ammesso Chandrasekher,.

La quota di mercato di Intel è scesa sotto l’80% (al 76,9% per la precisione), un livello basso rispetto agli anni precedenti. AMD con il 21,4% ha per la prima volta dal 2001 superato quota 20%.

I primi commenti degli osservatori sono positivi. Otellini viene elogiato per avere preso una decisione anticipando i tempi ed elaborando una strategia aggressiva.