Intervista a Cybertrust, il nuovo gigante della sicurezza

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Con una fusione che crea un gruppo da 160 milioni di dollari, nasce il nuovo polo della sicurezza informatica. Abbiamo sentito in esclusiva il responsabile dei mercati europei, mediorientali e Africa (Emea) per capire che cosa sta succedendo nel settore più “caldo” del mercato tecnologico: la frontiera della sicurezza.

Betrusted Holdings e TruSecure Corporation hanno annunciato giusto ieri di aver raggiunto un accordo – soggetto all’approvazione degli azionisti – per la loro fusione definitiva, che darà  vita alla maggiore azienda a capitale privato al mondo specializzata in servizi e soluzioni per la sicurezza informatica per le aziende. Con mille dipendenti, quattromila clienti in tutto il mondo e un fatturato annuo di 160 milioni di dollari, Cybertrust * così si chiamerà  l’azienda che nasce dalla fusione – coniuga l’esperienza, le competenze e la tecnologia di Betrusted, TruSecure e Ubizen (società , quest’ultima, di cui Betrusted possiede la maggioranza) per aiutare grandi aziende private e pubbliche ad affrontare a 360 gradi le problematiche legate alla sicurezza delle informazioni e delle risorse aziendali.

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Abbiamo sentito in esclusiva per i lettori di Macity il responsabile europeo della nuova società , John Holland, che ha accettato di rispondere a una serie di domande su vari argomenti, dal mercato della sicurezza in generale a quale sarà  il ruolo di questo nuovo, grande attore della scena dell’e-security.

E’ aumentata da parte delle aziende la percezione dell’importanza della sicurezza? Sono aumentati anche i loro budget?

Ci stiamo accorgendo che oggi le aziende capiscono meglio ciò che devono fare e sono disposte a spendere di più quando viene loro dimostrato che un investimento in maggiore sicurezza apporta vantaggi in termini di fiducia da parte dei clienti e aumento del fatturato. Nel report dello scorso luglio, la società  di analisi Yankee Group ha annunciato una previsione di crescita del fatturato legato ai servizi di sicurezza gestita, che passerà  dagli 1,5 miliardi di dollari del 2002 ai 3,7 miliardi di dollari nel 2008.

Il mercato dell’offerta di sicurezza si presenta ancora frammentato. Questa fusione potrebbe rappresentare anche un segnale che vi sia un generale consolidamento all’orizzonte?

Crediamo che il mercato della e-security sia sempre stato soggetto a consolidamenti e acquisizioni. Cybertrust ha riunito in sé tre aziende leader di mercato, offrendo ai clienti l’opportunità  di avere accesso a soluzioni di sicurezza in grado di far fronte a tutte le loro esigenze di protezione, non solo con soluzioni puntuali come gli anti-virus o i firewall.

Quanto è importante la collaborazione tra aziende che si occupano di fornire sicurezza, vista la ormai assodata collaborazione “underground” di chi invece sviluppa attacchi e sfrutta debolezze dei sistemi contro la sicurezza?

Cybetrust incoraggia la cooperazione tra aziende del mercato della e-security attraverso gli ICSA Labs, originariamente parte di TruSecure. Gli ICSA Labs gestiscono e sponsorizzano consorzi per la sicurezza che offrono un forum di intelligence condivisibile tra i fornitori leader di soluzioni di e-security. Per oltre 10 anni, gli ICSA Labs hanno rappresentato l’autorità  di riferimento nel mercato della e-security per la ricerca, l’intelligence e la certificazione dei prodotti, ponendo gli standard per i prodotti di sicurezza informatica e certificando oltre il 90% dell’attuale installato mondiale di anti-virus, firewall, IPSec, soluzioni di crittografia e firewall per PC.

La gestione delle identità  digitali pone soprattutto in Europa problemi di normative e di standard concorrenti. Qual è la vostra opinione al riguardo?

Cybertrust collabora strettamente con molti governi Europei, fornendo il proprio supporto per lo sviluppo di adeguate strategie per la gestione delle identità  digitali per quanto concerne le le loro esigenze nazionali e di eGovernment. Ad esempio, al momento stiamo supportando il governo Italiano e quello Finlandese per le carte di identità .

Attualmente, le legislazioni europee variano da paese a paese. Riteniamo che sia necessario sviluppare standard europei comuni, e a questo scopo stiamo lavorando con molti organi di certificazione e legislazione per trovare delle soluzioni. Cybertrust collabora anche con aziende commerciali pan-europee, per aiutarle a comprendere quali azioni devono intraprendere per uniformarsi alle legislazioni attuali e future.

La continua spinta da parte di un player estremamente importante sia per il mercato aziendale che consumer come Microsoft verso la sicurezza sta producendo una ricaduta positiva tra le aziende del settore? E sta anche producendo benefici di per sé o ancora il percorso per Microsoft è lungo?

Cybetrust è partner di Microsoft per una serie di iniziative. Siamo molto soddisfatti del suo ruolo proattivo nel rispondere a problematiche di sicurezza con la propria offerta di prodotti. L’intero mercato della sicurezza non può che trarre vanggi quando un leader come Microsoft prende seriamente in considerazione questo tipo di problematiche al punto da renderle parte della propria strategia futura.

La fusione ha dato origine a un’organizzazione globale con competenze nella fornitura di supporto locale. L’azienda sta già  avendo notevole successo in Europa, servendo clienti sia direttamente sia attraverso i propri partner. Cybertrust ha già  una forte presenza nel mercato Italiano attraverso i propri partner locali, tra cui Telecom Italia, e vanta un grande numero di clienti tra cui la Pubblica Amministrazione e la Regione Lombardia