Intervista ai creatori di Faucet

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Abbiamo contattato Giorgio Bernardi di Inrete, i responsabili del progetto Faucet. Ecco quanto ci ha rivelato sull’interessante servizio.

Innanzitutto ci piacerebbe sapere chi siete e qual è l’obiettivo che vi prefiggete con Faucet. 
Inrete è un MSP: managed service provider, cioè il nostro mestiere è quello di gestire servizi internet di alta complessità  per grandi organizzazioni, quali banche, industrie ed enti pubblici.
Faucet è una demo di un approccio Web 2.0 alla erogazione di contenuti multimediali; serve per dimostrare la nostra capacità  di dominio delle tecnologie video su Internet presso i nostri clienti.
 
Come vi è venuta l’idea di far nacere Faucet e perchè?
Lo scorso anno abbiamo rilasciato in Open Source un server di Podcast molto potente, realizzato in ambiente java.
Non è facile da spiegare: abbiamo un generatore di feed podcast secondo lo standard rss 2.0, realizzato in java ed installabile in qualunque ambiente servlet container. Il sistema genera dinamicamente il feed in base al contenuto di una directory ed ai tag id3v2 dei file mp3 o xml ontologico secondo i concetti del dublin core. OCCORREVA AVERE QUALCOSA DA FAR VEDERE !!!!  

Per questo abbiamo realizzato Faucet, come ambiente su cui testare a dimostrare JPodcast, permettendo di creare dei canali podcast personali con i contenuti di proprio interesse. La televisione pubblica e generalista ne ha molti, solo che spesso la loro trasmissione non corrisponde al momento in cui la persona è libera per poterli vedere/sentire.

Quanto tempo avete impiegato per la realizzazione del progetto?
Considerando  i vari componenti che sono utilizzati direi che siamo sopra i  cinque anni uomo di impegno a questo punto; l’ elapsed è oramai quasi di due anni. 

In che modo funziona la tecnologia alla base di Faucet?
Faucet registra e compone le registrazioni secondo le richieste degli utenti, cioè ogni utente ha la “SUA” registrazione, personalizzate ed esclusiva per lui,
se non ne fa richiesta la registrazione non viene prodotta.

Su quali tecnologie fate affidamento?
Le tecnologie utilizzate sono diverse: DVB-T per il digitale terrestre, DVB-S per  il satellite, convertitori MPEG hardware per i segnali analogici, RSS-2.0,
java, apache, perl, php, ajax, l’ ambiente operativo principale è basato su hw Intel con Linux, e reti di backbone ad alta capacità  su hw Cisco.

Utilizzate anche tecnologia Apple?
Apple Mac & Ipod li utilizziamo molto come stazioni di lavoro per lo sviluppo del software ed il testing funzionale.

Quanti iscritti ci sono ad oggi?   
A oggi abbiamo più di 3500 utenti.

Quali sono le vostre previsioni per i mesi a venire?
Essendo un servizio Beta, non facciamo previsioni per il futuro, in questo momento siamo interessati a verificare sperimentalmente quanti utenti possiamo supportare con la attuale infrastruttura e la sua scalabilità , a fronte di un utilizzo reale e non di laboratorio.
 
Faucet permette di scaricare porzioni di programmi coperti dal diritto d’autore. Non temete eventuali ripercussioni legali nell’offrire un tale tipo di servizio?
Occorre precisare che attualmente Faucet non è un servizio, ma un test tecnico. 
L’ aspetto legale è molto articolato su questi contenuti, il nostro impegno è chiaramente di mantenerlo e gestirlo nella più completa legalità ; ad esempio le registrazioni sono solamente relative a trasmissioni in chiaro liberamente visibili a chiunque.

La registrazione è personale, al sottoscrittore richiediamo di dichiarare la sua titolarità  a ricevere tali trasmissioni (aver pagato il canone); ogni registrazione riporta il nome della persona allo scopo di scoraggiarne lo scambio o l’ulteriore distribuzione (che diventa illegale).

Il servizio non è al largo pubblico, ma è una dimostrazione tecnica, un test per cui occorre registrarsi, ecc, ecc.  Tutte queste cose sono per consentirci di rispettare l’ attuale quadro legislativo.

In che modo Faucet interagisce con il broadcasting radiofonico e televisivo?
Ci aspettiamo che Faucet, una volta assestato, dimostrato e testato, possa essere di interesse diretto per i soggetti tradizionali (reti, broadcaster, content provider), in
quanto soluzione che permette loro di continuare il dialogo e il rapporto con quella fascia più avanzata dell’utenza che sta lasciando la televisione in favore del Web 2.0.

Prevedete un futuro inserimento di altri canali radio e/o altri canali televisivi?
Non pensiamo di aggiungere molti altri canali rispetto alla sessantina già  disponibile (24 radio e 37 tv), questi dovrebbero essere più che sufficienti per questa fase di test.
 
Oltre ai formati iPod, PSP e 3gp, prevedete anche un futuro inserimento di altri formati? 
Sì, stiamo lavorando sul supporto del formato AppleTv, che in quanto formato di maggiore qualità  (e dimensione) pone delle sfide particolarmente significative dal punto di vista tecnico. Siamo però a buon punto, grazie specialmente ai nuovi sistemi multicore a 64 bit che iniziano ad essere disponibili sul mercato a prezzi decisamente interessanti. 

Offrirete anche altri servizi o vi concentrerete sull’attuale strada intrapresa?
Il multimediale su Internet è veramente un mondo nuovo da scoprire e per certi versi ancora da creare. Un’ unione tv-internet, che permetta di avere il meglio dai due mondi, è quello su cui ora siamo concentrati. E’ un percorso di arricchimento personale e tecnico che pensiamo possa permettere di fare molta strada. 
Già  adesso offriamo molti servizi alle aziende che permettono di sfruttare al meglio le nuove tecnologie, Faucet è solo una di queste. 

Faucet è attualmente in fase di beta-testing. A quando prevedete di rilasciare la versione ufficiale?  
Al momento non abbiamo previsioni in merito, c’e’ ancora troppo da imparare studiando le modalità  di erogazione e dal dialogo che possiamo costruire con i nostri utenti beta. 

Il servizio rimarrà  gratuito o saranno previsti cambiamenti in questo senso nel prossimo futuro? Magari attraverso abbonamenti o sottoscrizioni di altro tipo?
Faucet è un tecnicismo, lo schema di business finale dipende da chi lo adottera per la erogazione dei contenuti, ed in tal caso i costi dipenderanno da questi soggetti e anche da come questi vorranno impostare la collaborazione con noi. 

Pensate che la soluzione finale possa essere commercializzata per l’utente finale? un po’ come accade con il servizio di Sony o il nuovo mediacenter di Windows, che offre soluzioni simili funzionando da mini-web server.  
Visto il successo e le continue iscrizioni che continuano ad esserci richieste, senza alcuna pubblicità  o iniziativa marketing da parte nostra, ma solo con l’ autentico passa-parola su Internet, penso che abbiamo indirizzato una reale necessità  del pubblico. Ritengo quindi che con i giusti partner esista sicuramente lo spazio per una commercializzazione all’ utente finale. 

Verso quale direzione intendete profondere i vostri sforzi per il futuro sviluppo di Faucet? Avete altri progetti in cantiere?
Per quanto riguarda Faucet, intendiamo farlo evolvere su due fronti: il primo è di permettere di inserire nel proprio canale Faucet non solo i contenuti broadcast di radio e tv, ma anche “emissioni multimediali” su Internet.
Il secondo è di permettere di editare i propri video MP4 attraverso un’ interfaccia web, per offrire all’utente Faucet di andare oltre alla semplice fruizione, e di comporre/creare i propri contenuti secondo lo spirito del Web 2.0, dove ognuno di noi è sia fruitore che creatore di informazione.
 
La tecnologia su cui si basa Faucet è anche presente in JPodcast che può essere scaricato ed utilizzato su Mac e Windows come server podcast, comprensivo di funzioni di proxy per scaricare in locale i contenuti che poi possono essere sincronizzati in LAN (wifi) con telefonini e PSP.
JPodcast è stato appena rilasciato come revisione 2.0, ed il sito di riferimento è http://jpodcast.inrete.it.

Ringraziamo Inrete per l’intervista concessaci e facciamo i nostri migliori auguri per i progetti presenti e futuri.