Jobs, manager dell’anno

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Jobs per il San Francisco Business Journal è il manager dell’anno. “Unisce capacità  di innovazione a senso degli affari * dice il giornale * e ora, contrariamente al passato, sa anche delegare responsabilità , circondandosi delle persone giuste”. Il gran sacerdote del techno-cool è ora anche una macchina da soldi.

Steve Jobs manager dell’anno. Il riconoscimento al CEO di Cupertino giunge dal giornale finanziario San Francisco Business Times che ha annunciato ieri il nome del fondatore e amministratore delegato di Apple come il primo di una lunga lista.

Secondo il giornale Jobs merita di essere indicato come “Executive of The Year” per i successi che ha conseguito sia come maggiore responsabile di Pixar (fresca trionfatrice con il suo “Alla ricerca di Nemo”), sia per le capacità  innovative che ha manifestato alla guida di Apple.

L’articolo, che focalizza buona parte della sua attenzione sull’opera di Jobs alla Pixar, mette in luce la maturazione del fondatore di Apple come manager dipingendo un manager che da accentratore totale qual’era nella sua prima esperienza a Cupertino, è ora capace di delegare e scegliere in un tempo le persone giuste di cui circondarsi. Jobs sarebbe un “uomo d’affari creativo”, che unisce senso del profitto con intuito per l’innovazione e capacità  di trattativa. Gli esempi portati sono quelli dell’accordo con Disney, ma anche quello attuato nel 1997 con Microsoft che, di fatto, secondo il San Francisco Business Times, salvò Apple. Un altro esempio è la capacità  avuta nel convincere le grandi case discografiche ad accompagnarlo e sostenerlo nello sforzo di “sdoganare” la distribuzione di musica su Internet.

Jobs con Apple, secondo quanto riferisce ancora il giornale, sta riuscendo in una serie di imprese che parrebbero incredibili per una società  che ha appena il 3% del mercato mondiale: i distributori gli riservano ancora un trattamento di favore, le terze parti producono software e accessori, conquista le prime pagine dei giornali e riesce a fare profitti. Il tutto sarebbe merito essenzialmente di Steve Jobs ovvero del “sacerdote del techo-cool”, come il giornale chiama Jobs usando una colorita, ma azzeccata, definizione.