Kodak riapre il caso che la vede contrapposta ad Apple e RIM

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Nonostante il parare negativo dell’ITC nella fase preliminare, Kodak è ancora ottimista nella battaglia che la vede contrapposta ad Apple e RIM e ha chiesto e ottenuto un riesame della faccenda.

A gennaio dello scorso anno, Kodak aveva intentato una causa contro Apple e RIM per la presunta violazione di alcuni brevetti richiedendo un intervento per proibire l’importazione di alcuni dispositivi oltre a un risarcimento economico. L’ITC (International Trade Commission, l’ente statunitense che tutela il mercato tra importatori e industrie) a gennaio di quest’anno ha dato torto a Kodak (una decisione finale sul caso sarà presentata entro il 23 maggio dal giudice amministrativo Paul Luckern, il quale ha ad ogni modo dato già parere negativo nella fase preliminare).

Kodak ha ora chiesto e ottenuto un riesame della faccenda. Per Antonio Perez, CEO di Kodak, la sua azienda “merita di vincere, la violazione dei brevetti sono evidenti”. L’ITC non è stato, tuttavia, finora della stessa opinione per via “delle modifiche sostanziali” nei brevetti di Apple e RIM. In un caso simile, un giudice dell’ITC ha dato parere favorevole a Kodak chiedendo a Samsung e LG di trattare in un caso che era già costato quasi un miliardo di dollari.

Kodak mira probabilmente ottenere visibilità e denaro: storica icona del mondo fotografico, l’azienda non è riuscita mai a rilanciarsi pienamente nel digitale e nella stampa (il marchio è in pratica assente dal settore consumer). I conti dell’azienda sono in rosso e i guadagni sono la metà di quelli di cinque anni addietro. Un parere favorevole di qualche giudice su questa faccenda potrebbe significare liquidità nelle casse di Kodak.

Ricordiamo che ad aprile dello scorso anno, Apple ha risposto con una contro-querela sostenendo che Kodak ha utilizzato senza autorizzazione diverse tecnologie legate al trattamento delle immagini digitali tra le quali vengono citate anche la gestione dell’alimentazione e l’architettura della memoria nei dispositivi portatili. 

[A cura di Mauro Notarianni]