LCD, gli impianti Taiwanesi al limite massimo di produzione

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La popolarità  degli schermi a cristalli liquidi continua a crescere ma i produttori Taiwanesi del settore, i principali riferimenti nel campo, sono tutti al limite massimo della produzione. Impianti sotto stress in vista di ampliamenti futuri

I cinque produttori cinesi di schermi LCD sono ormai vicinissimi alla saturazione degli impianti. Di questi, anzi, già  ben quattro, AU Optronics, Chi Mei Optoelectronics, Chunghwa Picture Tubes e HannStar Display di fatto non sono più in grado di aumentare oltre la produzione. Solo Quanta Display, secondo quello che riferisce il giornale tecnologico taiwanese Digitimes, ha ancora qualche spazio di manovra.
La notizia giunge nel contesto di una crescente popolarità  degli schermi a cristalli liquidi, oggi sempre più diffusi anche nell’ambito dei desktop che determina una crescita degli ordini per questo tipo di prodotti.
Il fatto che i Taiwanesi, i maggiori produttori mondiali di schermi LCD, siano vicinissimi alla saturazione degli impianti lascia presupporre che i prossimi mesi ben difficilmente si potrà  assistere ad un ribasso dei prezzi.
Prospettive migliori sia per la disponibilità  del numero degli schermi che, conseguentemente, dei prezzi si preannunciano entro fine mese. Sia Quanta, Chi Mei Optoelectronics che AU Optronics stanno programmando un incremento delle loro linee di produzione. In particolare AU Optoelectronics, il vero colosso del settore con oltre 730.000 schermi prodotti al mese ha predisposto un piano di potenziamento che dovrebbe prende il via al mese di giugno e arrivare a compimento entro fine anno.
Da gennaio ad aprile la produzione è aumentata del 10%. Un balzo record per un’industria considerata, fino a qualche tempo fa, di nicchia.