L’Hammer dei record

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Di Hammer, il nuovo processore di AMD, si sa ancora molto poco, ma alcuni dettagli cominciano ad emergere. Il più stupefacente è il numero dei transistor: 100 milioni, il doppio del più potente dei Pentium attuali

100 milioni di transistor. Questo uno dei record del nuovo processore, nome in codice Hammer, sui cui AMD conta per rilanciare il proprio mercato e la propria immagine.

Alcuni dettagli tecnici del nuovo chip sono trapelati nei giorni scorsi e il più stupefacente è proprio quello inerente il numero dei transistor che il processore somma al suo interno.

Cento milioni è un record per alcuni versi davvero stupefacente, visto che significa circa 2,5 volte il numero del più potente degli Athlon. Soprattutto significa una complessità  inusuale nel mondo attuale dei semiconduttori, dove nessun processore si avvicina neppure a questa soglia. Il Pentium, ad esempio, ha 54 milioni di transistor. Banias, il chip di nuova generazione di Intel destinato al mercato dei portatili, ne avrà  77 milioni

Un altro importante dato tencnico è inerente la cache di secondo livello che sarà  di 1 MB; on board si troverà  anche il controller della memoria, una scelta che eliminerà  uno dei colli di bottiglia più importanti degli attuali processori.

La versione più potente, quella con, appunto, 100 milioni di transistor e 1 MB di cache di secondo livello, dovrebbe assumere il nome di Opteron ed essere commercializzata nel mercato dei server; una versione con 256 KB di cache sarà  venduta con il nome di Athlon 64 e venduta nel mercato dei desktop.

AMD punta molto, oltre che sulla potenza (secondo alcune fonti Hammer, con velocità  nominale di 2 GHz, dovrebbe essere in grado di rivaleggiare con i futuri processori Intel da 3.5 GHz arrivando però sul mercato prima di essi), anche sulle dimensioni del processore. La versione per server avrà  una superficie di 180 millimetri quadrati, lo Xeon di Intel con 2 MB di cache ha una superficie di 268 millimetri quadrati con il Pentium 4 che ha una superficie di 146 millimetri.

Intel ha però un asso nella manica, il passaggio alla circuiteria da 9O nanometri che permetterà  una sostanziale riduzione delle dimensioni dei processori. Il primo chip ad usare questa tecnologia sarà  Prescott che verrà  rilasciato a metà  del prossimo anno. AMD non passerà  ai 90 nanometri che all’inizio del 2004 subendo un ritardo di sei mesi sulla concorrenza.