L’UE contro la Grecia: “levare il bando ai videogiochi”

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L’Unione europea lascia due mesi di tempo alla Grecia per sanare una situazione nata nel 2002 che ha portato al bando dei video games. Altrimenti si aprirà  una procedura di infrazione davanti ai giudici comunitari

Sanare l’anomalia, far tornare i video games in Grecia. Lo vuole l’UE, per reagire a una legge ellenica del 2002 studiata contro le scommesse illegali che ha vietato nei fatti non solo le slot machines ma anche Game Boy e videogiochi in genere.

Dopo alcuni mesi di vita spericolata per gli appassionati dell’intrattenimento videoludico, che rischiavano anche solo per il possesso di telefonini con annesso video gioco, la giurisprudenza di Atene si era ammorbidita, interpretando la norma in senso restrittivo e solo nei casi in cui vi fossero scommesse in atto. Tuttavia, la legge rimaneva.

La Commissione europea adesso ha deciso che la presenza stessa della norma giuridica è incompatibile con i trattati dell’Unione e ha dato un ultimatum di due mesi alla Grecia perché se ne liberi. Altrimenti sarà  la Corte di Giustizia europea a decidere chi ha ragione.