La corte suprema no, no e no!

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Microsoft ufficializza la sua posizione e dice no alla Corte Suprema. “Troppi errori e parzialità nel processo di Jackson”, dicono a Redmond. “Aromenti deboli”, replicano gli esperti legali.

Microsoft non vuole andare direttamente alla corte suprema e chiede che il suo caso venga prima discusso dalla corte d’appello. Quanto già  si era ampiamente intuito ufficiosamente, è diventato ieri ufficiale dopo che la società  di Redmond ha compilato un documento con il quale respinge formalmente la richiesta del DOJ e di Jackson di saltare il grado intermedio di giudizio.
Secondo gli avvocati di Gates l’Expediting Act, in base al quale è stata richiesta la procedura accelerata, non può essere applicato in questo caso che vede il DOJ e gli Stati querelanti compilare due differenti mozioni. In aggiunta a ciò nel processo sono stati commessi errori che necessitano di essere corretti di fronte ad una corte d’appello prima di essere esaminati dalla corte suprema. Microsoft infine attacca anche Jackson “Abbiamo appreso che il giudice distrettuale ha rilasciato interviste prima della presentazione del verdetto. Questo fa sorgere ampi dubbi sulla sua imparzialità “.
E’ noto che Microsoft preferirebbe evitare un giudizio immediato da parte della Corte Suprema per ottenere prima un giudizio dalla corte d’Appello che in passato è stata molto comprensiva con la società  delle finestre. Di qui i tentativi di evitare le mosse di Jackson e del DOJ.
Ma riuscirà  Microsoft nei suoi sforzi? Secondo alcuni osservatori le motivazioni addotte non sono sufficienti a far pendere la bilancia dalla parte di Gates. Esperti legali le giudicano deboli e non stringenti. Resta però il fatto che il caso è enorme nelle sue proporzioni: 30.000 pagine di documentazione che potrebbero bloccare l’attività  della corte suprema per mesi.
Un pronunciamento al proposito si dovrebbe avere per il prossimo ottobre. Se la Corte accetterà  il caso il giudizio finale arriverà  entro giugno. Se toccherà  alla corte d’appello i tempi saranno di nove mesi.