La cosa giusta

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Il nuovo iBook è il prodotto giusto al momento giusto. Forse non basterà  da solo a rilanciare le finanze di Apple ma è un confortante segno di una società  che pare avere ritrovato la capacità  di ascoltare i suoi clienti.

Difficile, spulciando i commenti di ieri, trovare una reazione anche solo velatamente negativa sul nuovo iBook. Siti specializzati, giornali generalisti, riviste web dedicata ai computers e alla tecnologia sono tutti decisamente entusiasti del portatile di Cupertino.C’è chi apprezza il suo peso e le sue dimensioni, c’è chi ne esalta le prestazioni, chi il design e chi la capacità  di colpire esattamente un segmento di mercato oggi in forte espansione. C’è chi crede che possa essere la chiave del ritorno al successo nel settore didattico e chi crede che possa essere il segreto per conquistare anche il segmento professionale. Più in generale l’impressione di chi osserva le cose di casa Apple dall’esterno avanza l’impressione che Cupertino abbia centrato il prodotto giusto al momento giusto. In questa particolare fase del mercato esistono pochi settori che hanno possibilità  di offrire prospettive di crescita e di questi il più solido è certamente quello dei portatili.Apple lo scorso inverno ha lanciato in questo ambito un prodotto di enorme successo, il Titanium, un PowerBook di fascia alta che quasi da solo ha contribuito a sostenere il bilancio del trimestre concluso alla fine di marzo. Merito della qualità  del design, della sensazione di alta tecnologia che trasmette, di dotazioni che pochi altri prodotti concorrenti sono in grado di fornire. Ora queste stesse caratteristiche sono state trasferite su un portatile rivolto ad un mercato meno esigente e che guarda con maggior attenzione al rapporto prezzo/prestazioni. Inevitabile pensare che anche il nuovo iBook, immediatamente ribattezzato TiBook, sarà  un nuovo block buster di vendite.Questo, come si può apprendere guardando un servizio filmato di ON24, forse non basterà  da solo a fare compiere un nuovo tangibile balzo in avanti al bilancio di Cupertino, ma dovrebbe bastare ampiamente a tamponare l’inevitabile rallentamento delle vendite del Titanium e forse anche a fornire un nuovo fattore di crescita. Ad esempio l’impressione di primo acchito è che il nuovo iBook potrebbe ben presto rivelarsi un enorme successo in un paese come il Giappone, da troppo tempo orfano del PB 2400 di cui la macchina di ieri rappresenta il naturale erede. Non escluderemmo neppure sorprese sul mercato educational americano dove queste settimane sono quelle nel corso delle quali si decidono gli acquisti per il nuovo anno scolastico.Chi scrive però, cercando di andare al di là  del prodotto in se stesso ed estendendo lo sguardo alla strategia che traspare dalle mosse che hanno condotto al rilascio della nuova macchina, crede di avere molto buone ragioni per essere ottimista. Apple, infatti, ieri non solo ha rilasciato una macchina i cui contenuti sono interessanti per il mercato, ma ha anche dimostrato di essere in grado di capire quello che il mercato vuole e di avere il feeling per darglielo quando questo lo chiede. Il TiBook, constatavamo, è la macchina giusta al momento giusto, e negli scorsi mesi la mancanza di tempismo (non sempre per colpe da ricercare a Cupertino) è stato uno dei fattori che più hanno inciso nei risultati negativi di Apple. Se Jobs continuerà  su questa strada la strada che ci si presenta davanti da qui alla fine dell’anno potrebbe essere in discesa.