La fantascienza di Fishkill

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Linee di produzione sottovuoto; l’intervento umano solo per la manutenzione delle macchine. Lo stabilimento di Fishkill da dove esce il PPC 970 descritto nei suoi aspetti più incredibili.

Un impianto da fantascienza in cui tutti buona parte delle linee di produzione e magazzini sono ermeticamente sigillati e dove gli unici compiti affidati agli uomini sono quelli di manutenzione delle macchine. Così viene descritto lo stabilimento di Fishkill, la più moderna linea di produzione di chip di IBM e probabilmente la più moderna al mondo, divenuta popolare agli utenti Mac perchè da lì dovrebbero uscire i nuovi PPC 970 che finiscono nei G5 di Apple.

A descrivere lo stabilimento, che è anche l’ultimo in ordine di tempo ad essere stato costruito da Big Blue è Tom Yager per la rivista Infoworld.

Scorrendo l’articolo si apprende che lo stabilimento, che ha una superficie di 42.000 metri quadrati, è costato 2,5 miliardi di dollari, poco meno dell’equivalente in euro impegnati per realizzare qualche cosa che assomiglia molto ad un set di fantascienza. Le macchine che lavorano i wafer di silicio sono impermeabili all’aria e persino le stanze dove vengono stoccati sono sigillate.

IBM ha operato per ottimizzare la gestione economica, limitando al massimo l’intervento umano così da avere ricavi più alti. La fabbrica è in grado di lavorare i wafer su diverse dimensioni mantenendo, a seconda dei casi, alti o bassi i prezzi.

Un interessante dettaglio riguarda proprio Apple e il suo PPC 970. Secondo quanto il giornalista ha appreso al momento della visita il processore non era ancora in produzione. Ma dall’implementazione di un nuovo design alla sua reale disponibilità , dicono alla IBM, ci vuole pochissimo, praticamente poche ore. E anche questo è un miracolo della tecnologia di Fishkill.