La guerra dei motori di ricerca: il contrattacco di Yahoo!

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Anche il popolare indice di servizi su Internet, una delle più antiche start-up di successo della new economy, fa la sua mossa. E annuncia una serie di servizi per la ricerca in rete che dovrebbero colmare l’ampio divario con Google

Cosa manca a Yahoo! per riconquistare il trono dei motori di ricerca? Probabilmente essere Google. Ben prima della compagnia di successo nata a Mountain View, infatti, Yahoo! aveva lanciato una serie di servizi (news, email, informazioni di vario genere) che però avevano una grande debolezza alla base: la mancanza di un motore di ricerca realmente efficiente. Tanto che per anni Yahoo! si è appoggiata a Google per effettuare il “lavoro sporco” delle ricerche quantitative sul web.

Il modello sul quale è nato Yahoo!, infatti, non è quello di un motore di ricerca, bensì di un indice, una serie di categorizzazioni realizzate a mano da operatori umani. Modello di successo, perché ha introdotto l’aspetto qualitativo – i siti rilevanti per ogni categoria – all’interno di un mondo nel quale gli algoritmi di ricerca – cioè le ricerche effettuate dal computer in modo autonomo – non erano abbastanza sofisticate.

Tutto questo è cambiato con l’arrivo di Google che ha introdotto un sistema più completo, efficiente ed efficace di ricercare il web, meno legato ai tempi di aggiornamento manuale, capace di raffinare il lavoro di identificazione dei siti con maggiore precisione di Yahoo!.

Ma se adesso Google sta capitalizzando il suo successo di motore di ricerca puro con una serie di innovativi prodotti e servizi ulteriori, Yahoo! che su molti di quei servizi aveva già  detto la sua deve però recuperare sui fondamentali. La casa del punto esclamativo, infatti, non aveva sino a questo momento pensato di ricostruire in modo credibile le sue fondamenta. Prova a farlo adesso con una serie di annunci.

Sarà  il nuovo portale Mobile la base per il riscatto di Yahoo!? Forse. I servizi saranno pensati per trovare immagini, risorse web, informazioni locali tutto su sistemi portatili, come palmari e telefonini intelligenti (se ha ancora senso fare questa distinzione), un campo nel quale Google sta solo adesso iniziando a muovere i primi passi con il servizio in beta Sms Google, disponibile solo negli Usa.

Il campo della ricerca delle immagini e di alcuni tipi di risorse web è ampiamente conosciuto, mentre un discorso a parte merita quello delle risorse locali. Come per la pubblicità  locale, anche le informazioni del luogo dove fisicamente si trova chi richiede le notizie è promettente ma pone una serie di problemi. Da un lato, quello più semplice, è capire dove si trova chi richiede le informazioni. Ma dall’altro, ovvero riuscire a raccogliere informazioni ed eventualmente pubblicità  locale pone un problema tecnologico e sociale non irrilevante.

Ci vogliono strutture di analisi dei dati e raccolta pubblicitaria ben articolate sul territorio, capacità  di segmentare i tipi di informazioni disponibili con criteri intelligenti e validi prima ancora che di segmentare le richieste. Insomma, un settore che non a caso non a caso finora non è stato portato particolarmente avanti. In futuro, però, si tratta di un mercato che potrebbe divenire estremamente interessante. E garantire anche buoni margini per il business