La storia (quasi natalizia) della calcolatrice grafica dei PowerPC

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Natale, tempo di storie e di racconti davanti al caminetto. Forse per questo Ron Avitzur, da anni anima della softwarehouse Pacific Tech, ha deciso di raccontare la mirabolante storia di una piccola, rivoluzionaria e amata applicazione di sistema di MacOs 8 e 9: quella calcolatrice con capacità  grafiche molto famosa soprattutto nelle scuole e dalla genesi molto irregolare.

Come nascono i programmi? Dalla volontà  del marketing, dal genio di ricercatori e hackers, da complessi esercizi di software engineering, ma talvolta anche in maniera assai più fortunosa e particolare. E’ il caso di un programma di tutti rilievo, tra quelli che per alcuni anni sono stati distribuiti all’interno di Mac Os8 e 9 per le architetture PowerPC.

la storia la racconta qui Ron Avitzur, uno dei due protagonisti. Che una mattina del 1985, a scuola, aveva iniziato il suo progetto di una calcolatrice grafica e che, e che poi era divenuta parte di un progetto segreto di Apple a metà  degli anni Novanta. Si trattava del software di complemento per un computer mai realizzato (Avitzur non fornisce ulteriori dettagli) e la sua cancellazione aveva portato anche alla fine del contratto a progetto del giovane programmatore. Ma non alla sua voglia di fare.

Inizia così l’avventura di un piccolo pezzo di codice: Avitzur decide, visto che è ancora in possesso del badge per entrare negli uffici di Apple a Cupertino, di continuare gratuitamente e volontariamente a sviluppare il software, senza dir niente a nessuno. Anche perché, vedendolo entrare ogni giorno pronto a lavorare sette giorni su sette per dodici ore al giorno (come d’abitudine tra i programmatori “tosti” di Apple, più o meno tutti ci avevano fatto l’abitudine.

Il lavoro segreto era proseguito, insieme all’amico e collega Greg, per settimane e poi mesi, lavorando dietro alla realizzazione dell’epocale passaggio del Mac dai processori Motorola a quelli PowerPC sviluppati in alleanza con Ibm e la stessa Motorola. Tra paradossi di essere privi di vincoli organizzativi e quindi in grado di concentrarsi totalmente sul lavoro e quello di rischiare ogni giorno l’espulsione (cosa che in due momenti di crisi avvenne) e la solidarietà  degli altri ingegneri del software, pronti a partecipare per quanto possibile allo sviluppo e alla fase di test e debugging dell’applicazione per il puro spirito di fare qualcosa di buono.

Nella storia di Avitzur si impara tanto sulle abitudini pre-ritorno di Steve Jobs dell’azienda con sede al numero 1 di Infinite Loop. Probabilmente da allora alcune cose sono cambiate, ma altre forse no. Di sicuro, il destino di Graphing Calculator è stato positivo: l’applicazione venne completata e ottenne il riconoscimento necessario dagli esperti all’interno di Apple. E una visita notturna di un personaggio misterioso, il pragmatico assemblatore della versione definitiva del sistema operativo di Cupertino da precaricare sui nuovi computer partendo da un “golden master” che il personaggio in questione aveva il compito di assemblare materialmente, è la chiave di volta per capire non solo come fece quel piccolo e strabiliante programma a vedere la luce del giorno ma anche come funzionano le cose nella pratica della vita di tutti i giorni. O almeno, come funzionavano all’epoca.

Adesso che con Mac Os X 10.4 Tiger sta per ritornare una applicazione simile a quella sviluppata e consegnata quasi undici anni fa (era il gennaio del 1994 il momento del rilascio ufficiale), viene da chiedersi se nelle notti passate tra le finestre accese sino a tardi a Cupertino non ci siano stati altri team improvvisati e clandestini di sviluppatori che hanno seguito i loro progetti personali, nonostante siano stati cancellati, per giungere a uno stadio di sviluppo sufficiente a provare le proprie idee e avere un’altra chance di ripartire ufficialmente. Chissà . Tra dieci anni, magari, qualcuno racconterà  la storia di qualche interessante o fondamentale “pezzo” di Tiger (o di Panther) spiegando che è stata la testardaggine, la passione e l’idiosincrasia di pochissimi a portare a così tanti una tale meraviglia di software…

(grazie al Dott. Olaf Marzocchi per la segnalazione)

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