La vendetta di Andy Tanebaum

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Riemerge dalla notte della storia Minix, il sistema operativo precursore di Linux, e il suo autore, uno dei migliori studiosi di informatica al mondo e fiero avversario di Linus Torvalds. L’obiettivo della versione tre di Minix? Conquistare il mercato embedded e, magari, anche quello di un noto sistema operativo Open Source.

Il professor Andy Tanebaum è stato protagonista di una serrata discussione con Linus Torvalds, il padre di Linux, anni fa. Lo scontro avvenne pochi mesi dopo la nascita di Linux, proprio nelle liste di discussione relative al lavoro di ricerca – a scopo didattico – che Tanebaum stava svolgendo.

Il successo di Torvalds e di Linux hanno completamente schiacciato il senso di quella discussione, che tra le altre cose aprì una spirale del dibattito tra sostenitori del kernel monolitico (come Torvalds) e quelli del micro-kernel (come Steve Jobs, che lo ha voluto per il “nocciolo” di Mac OS X).

Ebbene, suonino trombe e fanfare, perché dopo anni di silenzio arriva la vendetta di Andrew Tanebaum, cioè la versione tre del suo sistema operativo. Che, questa volta, non è solo per scopi didattici ma mira ad entrare nel mercato dei sistemi embedded e dei computer a bassissimo costo (si pensi ad esempio a quelli da 100 dollari destinati ai paesi in via di evoluzione) con qualche particolarità .

Non solo infatti il sistema è estremamente piccolo, ma è anche molto stabile (si basa su moduli completamente separati che consentono a ciascun modulo di crashare senza creare problemi di stabilità  complessiva) e soprattutto si basa sulla licenza Bsd anziché Gpl utilizzata da Linux.

Basato sugli standard Posix e compatibili con oltre 300 applicativi Unix, è predisposto all’uso di due compilatori (ACK e gcc) oltre che di supporto per Ram sino a 4 GB. Funziona su processori x86, ma le versioni per PowerPC sono in sviluppo insieme a quelle per Arm7. La distribuzione viene effettuata su LiveCd, permettendo in questo modo di provare (anche tramite VirtualPC) le funzionalità  del sistema senza dover dedicare una macchina alle sperimentazioni.