Lazaridis: “iPhone, telefono per diletto”

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Rim non ha paura di iPhone. Secondo Michael Lazaridis, fondatore dell’azienda nota nel mondo per i Blackberry, il telefono di Apple è roba per dilettanti. “Sta al manager come una usa e getta sta al mondo della fotografia professionale”, dice ad un giornale americano.

L’iPhone sta ad un uomo d’affari come una macchina fotografica sta ad un fotografo professionista. Il paragone, uno dei più salaci tra quelli sentiti ultimamente quando si tratta di tratteggiare il profilo di utilizzo del cellulare di Apple, giunge niente meno che da Michael Lazaridis, amministratore delegato di Rim.

Lazaridis, considerato la vera mente che ha partorito il Blackberry, parla di iPhone in una intervista rilasciata a Cio.com nel corso della quale rimarca con forza i tratti “hobbystici” del telefono della Mela al confronto con la solidità  e le specifiche professionali dei telefoni prodotti da Rim. “Siamo di fronte – dice Lazardis – a due prodotti sostanzialmente differenti. Uno è un prodotto per il multimedia, il nostro Blackberry è uno strumento per manager e utenti avanzati. Persino un dodicenne potrebbe craccare iPhone. Chi vuole una cosa del genere? I nostri utenti mettono in primissimo piano la sicurezza”.

Apple deve fare ancora molta strada, secondo Lazaridis, per arrivare al livello dei Blackberry, quindi, ma non solo per questioni di sicurezza ma anche per altri aspetti come ad esempio lo schermo sensibile al tatto. Secondo l’amministratore delegato di Rim, gli utenti di iPhone non sono soddisfatti dello schermo touch che non consente di scrivere velocemente ed efficientemente; la tastiera fisica dei Blackberry è più adeguata per un utente “Pro”. Rim sta comunque valutando la tecnologia e alcune soluzioni alternative, conferma Lazaridis, nel campo degli schermi touch.

Mancanza di sicurezza e assenza di una tastiera fisica sono due elementi che conferiscono una situazione di svantaggio ad iPhone al confronto con i Blackberry, almeno nel settore delle imprese. “Sarebbe come se si pretendesse di soddisfare le esigenze di un fotografo professionista – dice Lazaridis – consegnandogli una macchina fotografica usa e getta”