Legge sui Drm, la Francia sempre più vicina ad Apple

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La legge sui Drm all’esame del parlamento francese sta per acquisire un’altra clausola favorevole ad Apple. I sistemi di protezione dei diritti digitali non potranno essere violati se i possessori dei contenuti richiederanno un sistema di tutela. Ma il governo francese non ci sta.

La legge francese sulla gestione dei diritti digitali si va definendo in maniera più favorevole agli interessi di Apple di quanto non si potesse pensare dopo la prima lettura alla Camera. Secondo quanto si legge in alcune agenzie pubblicate nel corso della giornata di ieri infatti sembra sempre meno probabile l’approvazione nella forma che, sulla carta, avrebbe potuto imporre a Cupertino di aprire alla concorrenza i segreti di FairPlay (la tecnologia Drm dietro ad iTunes) così da rendere compatibile le canzoni vendute dal suo negozio sui player diversi da iTunes.

La Camera alta transalpina, infatti, avrebbe ormai praticamente deciso di restringere in maniera molto radicale l’obbligo di disvelamento del codice. Il Senato oltre a fissare tutta una serie di passaggi e l’istituzione di una commissione tecnica per esaminare l’apertura dei Drm, avrebbe anche previsto nella legge un capitolo in base a quale il titolare della tecnologia può sempre rifiutare l’apertura del codice se esiste un accordo in questo senso con i titolari dei contenuti. In pratica, facendo il caso di iTunes, se i produttori delle canzoni avessero in essere una clausola che obbliga Apple a non svelare a nessuno la tecnologia che protegge la musica, Cupertino potrebbe rifiutarsi di farlo.

“Se Apple – ha detto all’agenzia Ap Valerie Aumage, avvocato dello studio parigino Dubarry Le Douarin – dimostrerà  che il suo drm è conforme alle richieste dei detentori di copyright, non ci sarà  alcun modo di obbligarli ad aprire il codice”

Nel caso la legge dovesse passare in questa forma Apple potrebbe quindi decidere di modificare il contratto in essere con le case discografiche alla luce della mutate esigenze di mercato. Un nuovo accordo potrebbe prevedere proprio una clausola che sancisce la necessità  di mantenere Fair Play come essenziale elemento di protezione dei contenuti.

Ma se Apple potrebbe certamente essere soddisfatta del cambiamento che i Senato sta apportando ad una legge che nella prima stesura prevedeva, di fatto, che qualunque realtà  potesse pretendere la sprotezione di una canzone acquistata su iTunes per poterla ascoltare su un qualunque lettore di musica Mp3, non altrettanto contento sarà  il governo francese. L’esecutivo è un tenace sostenitore della necessità  di rendere universali i Drm e vorrebbe chiudere a suo favore le falle che si stanno aprendo nella norma.

Apple, da parte sua e di concerto con diverse società  americane e francesi che hanno interessi nel settore, sta svolgendo una intensa opera lobbistica. Ad aprile nella capitale francese è arrivato tra gli altri Bud Tribble, uno dei responsabili di iTunes. Obbiettivo: incontrare alcuni legislatori per convincerli dei nefasti effetti che una legge che imponesse ad di aprire i Drm potrebbe avere sul mercato francese della musica (e dei film) digitali.