L’iPhone 4G smarrito in un bar è solo un clone?

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Su un sito appare una nuova immagine di quello che sarebbe l’iPhone di quarta generazione smarrito in un bar, ma questa volta si chiarisce che il telefono è stato acquistato in un negozio in Giappone. Ma la tesi del clone ha ancora alcuni aspetti da chiarire.

iphone applesferaL’iPhone smarrito in un bar non sarebbe altro che un clone regolarmente in vendita in Asia. A portare un colpo alla credibilità del presunto futuro telefono è il sito Applesfera che afferma di avere ricevuto una immagine da un suo lettore che ha comprato lo stesso dispositivo in Giappone.

L’immagine, che riportiamo anche noi in questo stesso articolo, pur di qualità non eccelsa sembra in effetti riprodurre lo stesso dispositivo con i due bottoni per il volume su un lato e il profilo in alluminio. Non essendoci le immagini del retro non è possibile dire se anche le (sempre presunte) specifiche del sedicente iPhone abbandonate nel bar siano le stesse del clone giapponese. Tra gli elementi più controversi c’è, infatti, la capacità di memoria del dispositivo che sarebbe stata di 80 GB un taglio del tutto inusuale per Apple e per il mondo della telefonia in genere. Non è neanche possibile vedere se il dispositivo mostrato da Applesfera ha un dock Apple, come quello dimenticato al bar, o una più comune porta USB. La riflessione che si può fare su questo nuovo capitolo della vicenda è che se l’utente del sito spagnolo avesse davvero voluto sciogliere ogni dubbio avrebbe potuto cominciare con il fare un lavoro migliore, a cominciare dal girare ad Applesfera una foto scattata in condizioni e con modalità un po’ meno approssimative. Visto che il clone acquistato in Giappone è in possesso di chi ha scattato le immagini non doveva essere troppo difficile produrre immagini che non ricordano molto (troppo) da vicino quelle distribuite da chi per lavoro o per diletto spaccia bufale, facendo sorgere il sospetto che siamo di fromte ad un falso che tenta… di dimostrare l’esistenza di un altro falso.

Ma anche ammesso che siamo di fronte ad un “vero” clone, la vicenda si spiega però solo in parte. Il telefono ritrovato nel bar riporta infatti una serie di diciture inequivocabili tra cui il logo della mela e la scritta iPhone. Solo pochissimi “clonatori” hanno il coraggio di assegnare alle loro creazioni nomi registrati di Apple con il rischio di passare dall’essere semplici imitatori a veri e propri falsari. La presenza di un dock invece che di una porta USB è un secondo elemento che aggiunge controversie e dubbi. Perchè impegnarsi in complicazioni e costi (oltre che rischi legali) per aggiungere al design di un telefono che vuole essere semplicemente un clone una componente per la quale Apple chiede royalties e di uso relativo per il cliente tipo di un simile prodotto? Sarebbe legittimo quindi sospettare che Engadget, solitamente piuttosto esperto nel riconoscere bufale e operazioni “tarocche”, sia caduto in una trappola con qualcuno che potrebbe essersi inventato di sana pianta tutta la storia e abbia, per soprannumero, anche portato qualche ritocco alle immagini del clone per renderlo più credibile.

Grazie della segnalazione a Lorenzo Franchini.