L’iPhoto che non c’è

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Un sito Web lancia la bomba: ecco la prova che Apple ha iPhoto e che addirittura lo dimostrerà  oggi a New York. Ma basta scavare un po’ più sotto la superficie per capire che non tutte le indiscrezioni sono vere e che qualcuna è anche meno vera delle altre, al confine tra mistificazione e cattiva informazione.

La prova provata che Apple possiede una applicazione per il fotoritocco e la lancerà  sul mercato tra breve o solo una non-notizia o addirittura una “furbata” per promuovere una iniziativa commerciale? La domanda se la pongono in molti dopo che ieri su Internet, lanciata da Macnn, uno dei siti più letti del mondo Mac, ha cominciato a circolare la convinzione che Apple avesse inavvertitamente rilasciato indizi sulla esistenza di un pacchetto per il trattamento delle immagini digitali.
Macnn ha indicato come indizio la presenza in una pagina Internet di Apple di quella che a prima vista apparirebbe proprio la descrizione di una simile applicazione denominata, appunto, iPhoto. Secondo il sito USA sarebbe quasi certamente la fino ad ora solo favoleggiata e rumoreggiata applicazione per il fotoritocco, “gemella” di iMovie e iTunes.
In realtà  dubbi che le cose non stessero esattamente così sono cominciati a sorgere fin da subito.
Prima di tutto appariva strano che Apple avesse commesso un errore così madornale; rilasciare informazioni riservate, seppure su un oscura pagina Web interna, è cosa gravissima e quasi impensabile vista la maniacale cura della segretezza che regna a Cupertino. Poi è apparso altrettanto strano anche che Apple presentasse una nuova applicazione che dovrebbe essere destinata al mondo consumer in un seminario riservato al mondo professionale e ad un pubblico molto ristretto. Infine ancora più strano è parso che dopo la rivelazione su un sito tanto noto la pagina resti ancora lì senza che nessuno si sia preoccupato di toglierla di mezzo.
I dubbi che si tratti di ben altro che di una vera e propria applicazione sono divenuti una quasi certezza quando alcuni utenti hanno segnalato che il seminario è organizzato da una società  di New York denominata CDI, Central for Digital Imaging,
specializzata in soluzioni per la fotografia digitale. Tra queste una, che consente di realizzare una “catena di lavoro” composta da varie applicazioni professionali e basata su hardware Apple, si chiama appunto iPhoto.
Non, dunque, una applicazione ma una insieme di applicazioni e macchine che permettono di realizzare archivi fotografici e trattare immagini. Uno degli impieghi pratici è stato anche descritto in una delle pagine di Apple dedicate agli Apple Solution Experts Svelato l’arcano e stabilito che non è stata presentata alcuna misteriosa applicazione, resta da capire perchè la notizia sia ancora lì ben in vista sulla pagina di Macnn. Qualcuno tra i lettori del sito in uno dei commenti postati all’interno malignamente ipotizza che si tratta di un modo un po’ “furbetto” di fare pubblicità  all’evento segnalando che lo scorso anno la stessa “clamorosa” notizia, in riferimento allo stesso seminario, era stata lanciata da AppleInsider (un sito legato, forse non a caso, a Macnn). Ripetute segnalazioni al gestore del sito sul fatto che tutt’altro che di una applicazione si trattava non avevano prodotto l’effetto di una smentita o di una cancellazione della news. Proprio come sta accadendo oggi su Macnn.
Chissà  se almeno oggi pomeriggio, quando il seminario in questione avrà  già  raccolto i suoi iscritti e sarà  iniziato, qualcuno si preoccuperà  di informare i lettori che si è trattato di una svista?