Libri digitali, tutti contro Google

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La complessa vicenda della digitalizzazione di milioni di libri e dell’accordo che la casa di Mountain View ha stretto con gli autori tramite un bando pubblico è nell’occhio del ciclone. A mettercela, l’alleanza “Open Book Alliance” a cui partecipano Microsoft, Yahoo e Amazon che vuole fermare almeno in questo settore l’azienda della Grande G.

Tutti contro Google. Google è brutta e cattiva. L’azienda che ha fatto di “Don’t Be Evil” il suo motto e che ha messo ordine tra le informazioni del pianeta, è riuscita in una operazione ancora più straordinaria e difficile: l’accordo tra Microsoft, Amazon e Yahoo per formare una Santa Alleanza partecipando al consorzio Open Book Alliance fondato da Internet Archive tempo addietro.

Lo scopo è fermare Google in qualche modo e almeno in un settore. Il campo di battaglia scelto è quello dell’editoria e lo scontro è all’apparenza una questione di principio, che però potrebbe avere ramificazioni devastanti per il futuro della conoscenza. In pratica, il possesso della versione digitale dei libri. Tutti i libri. Anche quelli che leggete voi. O che avete scritto.

In pratica, creando la Open Book Alliance, i tre colossi (Amazon, Microsoft e Yahoo) si sono decisi a fermare il processo di accordo extralegale che Google ha fatto con autori ed editori alcuni mesi fa per giustificare la presenza dei testi digitalizzati all’interno del suo servizio Google Book Search.

Lo scopo di Google era quello di rendere sempre più gigantesca la sua presenza sul web, attraendo come un buco nero tutte le ricerche possibili e immaginabili perché tiene copia e organizza tutti i dati a disposizione, compreso quell’immenso patrimonio che sono alcuni milioni di libri diligentemente digitalizzati dagli emissari della casa di Mountain View.

Nel 2005 venne fatta causa a Google da parte della “Gilda degli autori” e dalla “Associazione degli editori americani”, per violazione del copyright. A qualcuno era venuto in mente che i libri potevano avere un valore anche in versione digitale, forse dopo aver visto cos’è successo con la musica. Google è però riuscita ad arrivare ad un accordo, offrendo una cifra agli autori ed editori scannerizzati in cambio del loro accordo per digitalizzare e vendere milioni di libri che siano fuori catalogo.

Questo accordo, secondo alcuni giuristi (e quelli che hanno istruito la pratica in corso di analisi al Dipartimento di Giustizia Usa), potrebbe limitare fortemente in futuro la capacità  di competere nel mercato digitale dell’editoria. Se un autore ha il diritto di accaparrarsi praticamente tutte le biblioteche del regno con tutti i suoi contenuti, e gli altri no.

Il peso di Google si fa già  sentire nella battaglia degli eBook reader, ad esempio, visto che ha sposato la causa di Sony, che sembrava soccombere di fronte all’agguerrito colosso Amazon. Google fornisce mezzo milione di libri (sempre in inglese) al negozio online di Sony e lo fa gratuitamente per tutti: una bella ri-partenza lanciata.

Internet Archive a suo tempo aveva pensato che lasciare troppo potere in mano a un solo soggetto fosse sbagliato. La non profit di San Francisco allora si è strutturata per creare una Open Book Alliance, che aveva lo scopo di tenere aperto il mercato. La cosa però non è riuscita benissimo, se tre pezzi da novanta, che di solito non amano molto la parola “open”, si sono alleati e hanno deciso di entrare a far parte del club. Lo scopo è bloccare Google e aprire un nuovo fronte della Guerra Santa.