L’isola del “Tv”soro

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I nuovi ricchi di Internet non si trovano solo sulla costa californiana, in quella fascia di territorio che da San Francisco arriva alla Silicon Vally. La rete, infatti, rischia di arricchire, o meglio di fare meno poveri, anche gli abitanti dell’atollo di Tuvalu, una piccolo gruppo di una decina di isole sperdute nell’oceano pacifico, tra Australia e Hawai facendo piovere loro addosso 50 milioni di dollari, più di 100 miliardi di lire. Una ricchezza enorme per i 10.000 poverissimi abitanti per la quale essi devono ringraziare non qualche intraprendente imprenditore locale, ma la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers e gli sconosciuti che decisero di chiamare le isole con quel nome.

Infatti, proprio grazie al fatto che l’atollo si chiama Tuvalu l’autorità  mondiale che regola l’uso dei nomi di Internet ha deciso di assegnare a tutti i siti Internet che ricadono sotto l’autorità  nazionale del paese del pacifico l’estensione .TV. Il provvedimento che ha consentito l’istituzione del primo piccolo provider locale , ha suscitato anche l’interesse dei grandi colossi americani alla continua ricerca di qualche modo per fare soldi con Internet. E quale modo migliore che offrire alle televisioni americane su un piatto d’argento un nome di dominio intuitivo come .TV?
I primi a pensarci sono stati alcuni intraprendenti californiani che prima hanno offerto al Governo di Tuvalu 100 miliardi, poi hano fondato una società  denominata DotTV. Lo scopo: vendere il dominio .TV alle imprese americane interessate ad apparire immediatamente come società  che operano nel business della televisione. “Abbinare il “punto” e l’estensione “TV” – ha detto il responsabile di DotTV Lou Kerr – significa creare un nome di dominio estremamente significativo per Internet. Ci sono, ad oggi, 200 nomi di dominio che contengono le lettere TV, che valgono sul mercato regolare 300.000 dollari”. Ma ovviamente DotTV spera di guadagnare molto di più visto che commercializzare un nome di dominio non significa venderlo al prezzo che esso avrebbe sul mercato ma monetizzare la sua riconoscibilità . Per questo c’è chi ha pagato 15 miliardi il nome di dominio www.business.com. DotTV spera di fare lo stesso con le centinaia di socità  americane potenziamente interessate al dominio.
Vedremo, duqnue, un www.abc.tv o, magari, un www.quicktime.tv?
Secondo qualcuno potrebbe non essere così facile. “Per la gente è l’esensione .com che fa un sito Internet. Con tutto il rispetto per la gente di Tuvalu – ha detto James Korris, executive director dell’Entertainment Technology Center dell’ Università  del sud California – non credo che questa idea potrà  avere successo”.
Gli abitanti di Tuvalu, da parte loro, ovviamente sperano che il professore si sbagli e che la vendita dei domini .TV diventi un vero e proprio solido business. “Siamo molto, molto, molto poveri ma ora speriamo che questa idea abbia successo e che possa migliorare le condizioni di vita dei nostri abitanti” ha detto Koloa Talake, un membro del parlamento di Tuvalu che ha condotto le trattative. Una speranza che sarebbe bello si concretizzasse dimostrando per una volta che Internet può davvero contribuire alla ridistribuzione della ricchezza e a migliorare la vita non solo di qualche fortunato e intraprendente californiano ma anche di chi fino a ieri non avrebbe mai potuto neppure avere l’occasione di essere fortunato.