Lo SpyWare legalizzato?

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Interessante articolo su Repubblica online di Riccardo Staglianò, corrispondente di prestigio dai meandri del Being Digital e del mondo dell’Information Technology.
Quando il rimedio puo’ essere peggiore del male.

L’articolo e’ un buon esempio di competenza ed obbiettività  nel mondo del Giornalismo non specializzato, teatro spesso di mistificazioni, disinformazione e plateali bufale.

Per i più curiosi, ai piani alti di Piazza Indipendenza, alla Stet, sede di La Repubblica, il DTP è affidato a XPress ed ai Mac, e molti tra i desk ed i redattori usano Mac. I computer con la Mela sono tra i piu’ usati nelle redazioni di molti quotidiani grandi e piccoli del nostro paese.

Staglianò denuncia l’invasività  subdola di alcuni software gratuiti “Spyware” che sottobanco passano informazioni su usi e costumi di chi quei software li usa quotidianamente.
Citando l’economista Milton Friedman della scuola di Chicago, Staglianò ricorda che “non esiste un pasto gratis”: anche quello che sembra un regalo, molto spesso, non lo è.

Se da un lato infatti il software è gratuito, dall’altro forniscono informazioni preziose per le ricerche di mercato, merce preziosissima nel mondo del Marketing.
Ciò che scade nel grottesco è appunto la notizia che negli Stati Uniti è allo studio un provvedimento che di fatto autorizza e liberalizza questo sistema di raccolta dati, chiamando paradossalmente questa legge “Online Personal Privacy Act” !
Per leggere l’articolo un un click qui.

[A cura di Rudy Belcastro]