Lo stand di Apple, tutto per Intel

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Non c’è il logo della casa di Santa Clara, ma a parte questo, non si parla d’altro. La parte centrale della mostra-mercato al Moscone Center di San Francisco è tutta di Apple, che mostra decine e decine di iMac e MacBook Pro. Dentro, batte un cuore Intel. Intorno, i curiosi si accalcano per sentirne le pulsanzioni e cercare di capire se sarà  un’atleta oppure no…

Sono come trepidanti futuri padri di fronte alla prima ecografia del frugoletto in procinto di nascere. Sono gli appassionati Apple, quelli che il Mac lo usano da una vita. Quelli che gli basta avvicinarsi a un nuovo computer della Casa di Cupertino per avere un parere, capire come funzioni da un dettaglio, innamorarsi o restare delusi da una sfumatura.

In questo caso, in realtà , la platea è perplessa, gli umori variegati. Scoperte sensazionali si alternano a delusioni notevoli. Vediamo di capire insieme, in maniera un po’ casuale, cosa sta cambiando.

Innanzitutto, l’immagine. E’ sempre la stessa. E’ più Mac che mai. Loghi con la scritta “Intel Inside” non sono ammessi da nessuna parte, e Intel non è presente alla fiera del Macworld. O almeno, se suoi uomini ci sono, sono nascosti molto bene. Bravi!

La batteria. Questo ha fatto restare male un po’ di gente. Vengono in peregrinazione, la voce si sta cominciando a spargere: il nuovo MacBook Pro ha un’autonomia di due ore, secondo il monitor della batteria. Magari è poco preciso, magari è perché sono i primi modelli e qualcosa si può ancora fare, però ci sta – visto che sul tema autonomia della batteria Steve Jobs ha sorvolato alla grande, come quando vuole darti una fregatura senza che tu te ne accorga – e i nostri test di prima mano su cinque macchine diverse riportano tutte lo stesso sconfortante risultato… Peccato, qui si torna indietro.

Velocità  pura. Sono veloci. Sono molto veloci. Sono velocissimi. Sono dei missili. Soprattutto il portatile. Sarà  Intel, sarà  la macchina nuova, sarà  l’emozione di provarla sul suolo che ha visto la nascita della schiatta dei MacIntel, ma sono veramente veloci. Il problema è un altro, però: scaldano. Scaldano tantissimo. Pare scaldino tanto da far inchiodare i MacBook Pro quando si chiude il lid per metterlo in pausa. Sarà  perché sono prototipi, però un po’ di impressione la fa…

La nuova suite iLife’06, con iWeb, è forte. Fortissima. E iWeb è veramente una bella applicazione, almeno sulla carta. Poi bisogna vedere. Ma pare che si tratti di un programma all’altezza di quelli “buoni” di Apple, non di quelli come Pages, che lasciano un po’ il tempo che trovano.

La radio nell’iPod. E’ la vera notizia, quello che dovrebbe farci capire che finalmente il prodotto più amato di Apple, l’iPod, ha superato la barriera del suono. Non per i volumi di vendita, non per lo stile, il design, il video. No, il fatto è che con la radio, finalmente quelli che “io creative e basta”, “io nomad zen e basta” perché c’è la radio, non hanno più scuse. Non prendete l’iPod perché i veri snob siete voi. Punto.