Lotta allo spam? L’arma segreta è il Mac

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Si difende usando le tecnologie di Cupertino il servizio di tracciamento mondiale degli spammer, in una lotta senza quartiere nella quale Apple svolge un ruolo chiave.

Il lavoro di Steve Linford è molto pericoloso. Tiene aggiornato il principale database di spammer, con la sua società  The Spamhaus Project, ed è per questo il bersaglio favorito dagli attacchi degli spammer e di altri “soggetti non identificati” che circolano negli angoli più oscuri della rete.

come garantire la sicurezza del suo servizio, come difendersi da Denial of service e tentativi di intrusione di tutti i tipi? La risposta è molto semplice: Mac Os X. Si basano proprio sul sistema operativo della casa di Cupertino i server che garantiscono la possibilità  di passare da una serie di IP a un’altra, tracciare gli attaccanti, rendere impenetrabili i servizi e le porte logiche.

Non è solo una questione di robustezza e potenza, spiega Linford in una intervista nell’edizione statunitense di Computerworld, ma proprio di semplicità  e rapidità  di uso.

“Con Mac Os X possiamo spostare al volo servizi vitali su circuiti di backup, gestire cambi di IP in pochi secondi, tracciare gli attacchi e prevedere le tempeste senza che i nostri servizi si interrompano. Non mi devo mai chiedere quanti siano i cracker e gli script kiddies che stanno bombardando i nostri server. Sono tranquillo che i nostri Mac non gli consentono di fare danni”.

Al centro delle difese, il cuore pulsante che gestisce il database dei dati per i filtri in tempo reale antispam utilizzati da 200 milioni di utenti è un Cubo G4, che dal 2001 – sostiene Linford – non ha mai avuto bisogno di essere riavviato se non per l’installazione degli aggiornamenti di sistema. “Davvero un fantastico pezzo di hardware”.