Mac App Store, un primo sguardo

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Il nuovo App Store integrato in Mac OS X 10.6.6 è un ottimo punto di partenza per trovare applicazioni utili e divertenti, ottenere informazioni sulle caratteristiche, le classificazioni e i requisiti delle applicazioni e ovviamente acquistare, scaricare e installare le applicazioni. Ecco come funziona e le nostre prime impressioni.

Il nuovo App Store integrato in Mac OS X 10.6.6 è un ottimo punto di partenza per trovare applicazioni utili e divertenti, ottenere informazioni sulle caratteristiche, le classificazioni e i requisiti delle applicazioni e ovviamente acquistare, scaricare e installare le applicazioni. Per usare l’App Store è ovviamente necessaria una connessione Internet e un ID Apple: se si dispone già di un account iTunes Store, un account MobileMe o un altro account Apple, è possibile utilizzare il relativo ID Apple; Se, invece, non si ha un ID Apple, è possibile crearne uno selezionando dal menu “Store” la voce “Crea Account”.  Dopo essere entrati nel sistema con il proprio account, similarmente a quanto accade con l’App Store che abbiamo imparato a conoscere con l’iPhone, è possibile avere immediatamente una panoramica delle varie applicazioni presenti. Nella parte superiore dello schermo, grandi banner mostrano le applicazioni del momento; in basso, per default sono visualizzate le applicazioni “nuove e degne di nota”; scorrendo lo schermo ancora in basso troviamo le applicazioni più richieste e le preferite dalla redazione. Nella parte laterale, a destra dello schermo, troviamo alcuni link veloci: l’accesso all’account, un link per utilizzare eventuali codici-sconto, il link alle pagine di supporto; sempre a destra ma un po’ più in basso troviamo l’elenco delle applicazioni top (quelle più acquistate), le applicazioni gratuite, le “top redditizie”. 

Facendo click su un link, sono visualizzate le informazioni dettagliate sull’applicazione selezionata, la categoria di appartenenza, il numero di versione, la lingua, i requisiti di sistema, la valutazione media degli utenti, ecc. Cliccando sulla dicitura “gratis” o sul prezzo (se si tratta di un programma a pagamento), viene richiesto l’account e si passa al download. Se si accede con un account già utilizzato da un dispositivo iOS, è necessario riconfermare i propri dati (compresi i dati della carta di credito e il codice di sicurezza della stessa) e accettare i termini e le condizioni di uso.

Dopo questa procedura (un po’ lunga solo la prima volta), il programma è finalmente scaricato, installato e automaticamente avviato (l’icona dell’applicazione è immediatamente visibile nel dock): la procedura è veramente semplice e intuitiva e alla portata di tutti. L’unico problema che abbiamo riscontrato nell’App Store è la presenza di varie voci ancora in lingua inglese (esempio nel menu “Store”) ma è probabilmente un difetto di gioventù che verrà corretto nei prossimi giorni. Per il resto lo strumento ci è sembrato veramente valido e Apple pare aver pensato a tutto, inclusi i controlli censura per limitare l’accesso ad App Store o alle applicazioni installate da parte di un utente (l’App Store comunica con il pannello Controlli Censura di Preferenze di Sistema) e grazie a questa impostazione i genitori possono far sì che i figli utilizzino solo le applicazioni adatte alla loro età.

L’elenco dei software presenti è già piuttosto nutrito, ma molti produttori presenteranno applicazioni specifiche nei giorni a venire. Interessante notare come il sistema identifichi eventuali applicazioni Apple già installate nell’HD dell’utente e presenti anche sullo store (esempio: iLife ’11 e iWork ’09): in questo caso al posto del prezzo compare la dicitura “installata”. Purtroppo pare che il sistema non riconosca, invece, alcune applicazioni di terze parti già installate nel computer e presenti sullo store: pare che ad ogni modo il sistema non installi un’applicazione dello store già presente e installata nel computer. 

[A cura di Mauro Notarianni]