MacOs X non convince l’Espresso

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MacOs X non convince l’Espresso. “Troppo acerba la Mela di Jobs”, dice l’edizione on line della rivista che non manca di fare un paragone con il non ancora rilasciato XP e di lanciare vecchi anatemi e di ripercorrere antiche leggende.

Poteva essere la recensione/presentazione di MacOs X, e anche l’occasione per distinguersi da una linea editoriale che qualcuno giudica un po’ troppo prona a Microsoft, ma alla fine si è ridotto ad essere un semplice confronto tra il nuovo sistema operativo di Apple e Windows XP e una nuova occasione per far sapere al mondo come in fondo sia davvero difficile battere Redmond.Questo, in sintesi, il parere dei nostri lettori che, in grande numero, ci hanno scritto per segnalarci un articolo pubblicato da Espresso On Line In effetti scorrendo il servizio pare di cogliere tra le righe un modo di intendere l’IT in base al quale un prodotto, qualunque esso sia, ha o meno un senso solo se colto nel contesto dell’ecosistema Microsoft.Diciamo subito che questo aspetto è tanto più irritante perchè il giornalista dell’Espresso non appare affatto uno sprovveduto nè un orecchiante dei sistemi operativi. L’articolo, al contrario di tanti altri che nelle scorse settimane si sono cimentati nell’impresa di descrivere il nuovo Os di Apple, appare competente e piuttosto preciso. Il paragone tra MacOs X e XP, dunque, non avviene sulla base di quella scarsità  di argomenti che traspare altrove, ma sembra essere una scelta percorsa proprio con il deliberato intento di trascinare di forza sullo stesso piano due ambienti operativi (di cui uno, XP, per altro verso è ancora in beta); lo sforzo, piuttosto malcelato, é quello di evidenziare i difetti (attuali) di MacOs X prendendo spunto da elementi discutibili e traendo conclusioni altrettanto discutibili.Solo per fare qualche esempio per l’Espresso il nuovo Os di Apple non ha il supporto di drivers per CD e DVD riscrivibili, ha problemi ad andare in stop e ha poche applicazioni. Dimenticando di elencare i problemi di XP (che recentemente è stato estromesso a forza con tanto di circolare aziendale da Xerox per i gravi problemi provocati ai sistemi di rete), poi il redattore arriva a dire che ” rispetto alle premesse, il livello di integrazione tra sistema operativo e Web non può essere giudicato sufficiente”. In realtà  Apple non ha mai promesso alcuna “integrazione” tra Web e sistema operativo, almeno non ha mai promesso nulla di quanto promette Microsoft e che secondo l’Espresso, pare di capire, sarebbe l’approdo ideale di ogni utente di computer, dimenticando che questa “integrazione” è alla base di un procedimento giudiziario ai danni di Microsoft intentato dal Governo americano.Ovviamente, come in ogni articolo su Mac e Microsoft che si rispetti, tra quelli scritti da chi ha un occhio di riguardo al mondo PC, non manca il solito cenno all’ormai vetusto accordo tra Microsoft ed Apple, una “alleanza trasversale – secondo l’Espresso – che Jobs strappò a Gates, convincendolo ad investire su Apple 150 milioni di dollari”. Qui il frusto argomento viene tirato in ballo per giustificare il supporto nativo di IEEE 1394 in Windows XP, paventando che a Redmond abbiano preso la decisione per rispettare un patto segreto e per fare un piacere ad Apple. Il redattore non sembra neppure sfiorato dall’idea che Microsoft abbia deciso di adottare FireWire per la qualità  complessiva dello standard…Infine, forse un po’ per essere “à  la page”, un po’ per dare un po’ di colore alla chiusura dell’articolo, un po’ per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ecco fare capolino nelle ultime righe anche Linux, una specie di terzo incomodo per l’Espresso. Anche qui, sbilanciadosi in opinioni che meriterebbero di essere discusse, non manca la stoccata a MacOs X con la citazione dell’ormai arcinoto parere di Thorvalds Linus secondo cui il kernel Mach di MacOs X sarebbe una “schifezza”. Ovviamente l’Espresso dimentica di dire che Linus ha poi fatto marcia indietro e che la sua critica nasceva più che altro da un certo astio per l’inventore dei tools che hanno portato alla creazione dello stesso kernel, ma tant’é. L’importante qui sembra essere il “buttarla là “.Insomma, come dicevamo, un’occasione perduta per dire chiaramente che cosa c’è di nuovo nel sistema operativo di Apple, per confrontarlo con il vecchio Os e magari anche per dire che cosa esso ha oggi in più rispetto a Win98 e Windows 2000, che, vale la pena di ricordarlo, sono anche gli ultimi sistemi operativi rilasciato da Microsoft mentre XP è ancora in beta e i suoi pregi e i suoi difetti sono conosciuti nel dettaglio solo da una ristretta cerchia di sviluppartori. Il confronto con XP poteva essere fatto tra qualche mese, quando sarà  possibile installarlo su tutti i computer e non sarà  solo un pezzo di software da “esperimento”. Forse allora si sarebbe potuto fare un elenco più completo dei problemi di XP e magari scoprire che i difetti che oggi rendono tanto “acerba” la Mela di Jobs sarebbero scomparsi.Ma forse, nel concetto di qualcuno, è meglio estirpare oggi il virgulto che cresce nel prato del vicino, con la scusa che non è un albero, prima di aspettare che cresca e possa fare ombra alla nostra aiuola che abbiamo appena seminato.