Mac in Grecia, è un mondo difficile

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Gli utenti Mac greci lanciano un sito con cui chiedono di essere trattati al pari del resto dei clienti europei. “Dateci una filiale locale, solo così potremo avere gli stessi diritti del resto del mondo”

Essere trattati come il resto dei clienti europei. Questa la richiesta che parte da un sito creato da alcuni appassionati ed utenti della Mela che vivono in Grecia e che si sentono discriminati da Apple e dalle modalità  commerciali applicate in quel paese.

Il sito (significativamente denominato We Want Apple Greece) lamenta, in particolare, la mancanza di supporto diretto da parte della casa madre che lascia spazio ad una estrema discrezionalità  da parte del distributore locale che, sempre secondo gli autori del sito, non rispetta gli standard seguiti da Cupertino dove è presente direttamente. La mancanza di una filiale locale rende impossibili cose che sono normali per gli altri utenti europei. Tra queste, ad esempio, si citano la mancanza di sconti educational, clausole che rendono difficile se non sconsigliabile personalizzare i Mac acquistati on line, tempi lunghissimi per iniziative (come la sostituzione gratuita delle batterie dei MacBook) che altrove sono quasi immediati. I Greci pagano persino un extra sul sistema operativo se lo vogliono localizzato nella loro lingua.

” E’ vero * ci dice il nostro amico Christos Robotis che vive in Italia * che la diffusione dei Mac in Grecia è molto limitata, ma questo è accaduto anche per la mancanza di una filiale locale. L’importatore con il suo atteggiamento ha lasciato strada libera al mondo del Wintel questo quando, negli anni ottanta e novanta per via anche del buon supporto del greco antico e moderno (allora presente solo nel Mac), le macchine della Mela avevano avuto successo. Oggi con una penetrazione inferiore all’1%, i “fedeli” della mela vengono regolarmente maltrattati”

Sul sito “Wantapplegreece.com” è possibile anche inviare un messaggio di sostegno all’iniziativa che, di fatto, punta a far sì che i Greci, cittadini europei come tutti gli altri i residenti ai paesi del’Ue, possano avere gli stessi diritti di tutti gli altri consumatori del Vecchio Continente.