Microsoft: “Sui Drm Jobs è il signore delle ovvietà “

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Il discorso di Jobs sulla necessità  di cancellare il sistema dei Drm non è piaciuto a Microsoft. “Parla da irresponsabile ed è il maestro dell’ovvio”, dice il capo del progetto Zune. Critiche anche dall’Italia con la presa di posizione della Fimi.

La presa di posizione di Jobs? Una specie di discorso della Montagna, o, meglio, un pronunciamento di chi dice mentre gli altri devono fare. A commentare molto duramente la lettera con cui ieri il Ceo di Cupertino ha preso posizione a favore della cancellazione del sistema Drm è Jason Reindrop, direttore del marketing del progetto Zune.

Parlando al New York Times Reindrop, ovvero il capo di quello che viene considerato il principale ecosistema concorrente di iTunes e iPod, non lesina critiche, anche pesanti a Jobs. “Dire che si devono eliminare i Drm -* dice Reindrop -* significa assumere una presa di posizione irresponsabile o, se non altro ingenua”. Secondo Reindrop Jobs pecca anche di presunzione: “sembra che parli dal sommo della montagna, dando disposizioni a noi mortali che dobbiamo eseguire i suoi ordini, lavorando con l’industria per rendere concreti questi auspici”.

Per altro verso, secondo il dirigente Microsoft, Jobs con la sua lettera non fa altro che trasferire al mondo cose scontate: “àˆ del tutto evidente che le strada è tracciata e che gli astri si stanno allineando in quella direzione. Jobs è il signore delle ovvietà ”

Le critiche a Jobs arrivano anche dall’Italia e anche in questo caso la voce è autorevole. Si tratta di Enzo Mazza, presidente della Federazione Industria Musicale Italiana (Fimi) e di quella antipirateria (Fpm). In una intervista al sito Visionblog Mazza sostiene che le case discografiche “hanno più volte esplicitamente richiesto che i Drm fossero interoperabili, e quindi che venissero rese pubbliche le specifiche tecniche per permettere a tutti di abilitare i loro lettori musicali al formato Apple o Microsoft”. Secondo Mazza “I Drm alle case discografiche servono esclusivamente come strumento per la gestione dei diritti d’autore, per sapere quante copie vengono vendute e come ripagare gli autori. Il fatto che i Drm implementati nei negozi online non siano interoperabili è un danno per l’industria musicale, limita la circolazione di opere dell’ingegno che vengono vincolate al player di riferimento dello store musicale”.

Insomma secondo Mazza, Drm interoperabili sì, eliminazione dei Drm no.