Microsoft alza l’offerta per Yahoo?

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Secondo il New York Times Microsoft va verso un innalzamento dell’offerta per Yahoo. 35 dollari per azione per farsi dire di sì dagli azionisti ed evitare una dolorosa e lunga scalata ostile.

Niente scalata ostile o abbandono, ma un aumento dell’offerta. Ecco la strada che Microsoft ha deciso di percorrere per arrivare ad un accordo con i vertici di Yahoo. L’annuncio ufficiale non c’è ancora stato, ma la fonte sarebbe attendibile e citata dal New York Times, una testata prestigiosa.

Secondo un articolo pubblicato alcune ore fa la cifra che Microsoft avrebbe deciso di mettere sul tavolo sono 35$ per azione, significativamente di più dei 31 che erano quella iniziale e che portava il valore teorico (perché la metà  della transazione sarebbe in azioni di Microsoft che oggi valgono meno del momento in cui era stata presentata l’offerta) dell’affare a quota 44,6 miliardi di dollari trasformando l’acquisizione nel più grande affare mai concluso nel campo dell’IT. Attualmente, se le stime del New York Times e di altre fonti fossero esatte, Yahoo costerebbe a Microsoft 50 miliardi di dollari.

35 dollari per azione sono il valore che, secondo molti osservatori, diversi azionisti importanti di Yahoo reputano onesto e tale da convincerli a dare il via libera all’operazione anche se in alcuni ambienti di Yahoo si puntava ad avere quei 40$ per azione offerti da Microsoft lo scorso anno in contrattazioni informali. Redmond aveva fatto capire nei giorni scorsi di essere sostanzialmente propensa ad aumentare il prezzo del’offerta ma di essere anche determinata a non superare il valore di mercato di Yahoo che oggi, per effetto del clima economico mutato non è lo stesso del 2007.

Ottenere dagli azionisti il “sì” alla sua offerta e chiudere il caso senza una scalata ostile viene unanimemente considerata la scelta migliore per Microsoft. Un “proxy fight”, che implica manovre di vario tipo per convincere alcuni azionisti influenti a modificare l’assetto del consiglio di amministrazione insediando figure favorevoli all’accordo, è un processo lungo e doloroso che prevede la dispersione di importanti energie e deve mettere in conto un residuo di macerie sotto forma di dipendenti e manager scontenti. Conquistare un società  spaccata e all’interno della quale restano dei nemici o dalla quale se ne vanno figure di spicco è da considerare come l’ultima risorsa. Per questo, forse, a Redmond si sarebbe deciso di giocare l’ultima carta “amichevole” quella di un aumento dell’offerta.

Microsoft e Yahoo non hanno avuto alcun commento da fare in merito e probabilmente non ne faranno fino a quando la decisione di Microsoft non sarà  stata resa pubblica. Dell’argomento potrebbero discutere in questo fine settimana Bill Gates e la presidente di Yahoo President Susan Decker che si incontreranno al meeting della compagnia di assicurazioni Berkshire Hathaway (e cassaforte del multimiliardario Warren Buffett) di cui sono consiglieri di amministrazione.