Microsoft copia anche Switch

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Microsoft posta una pagina che fa l’eco alla campagna Switch. Ma poi si pente e toglie dal suo sito la “testimonianza” commissionata ad una sedicente scrittrice.

Che Microsoft in passato si sia, usando un termine benevolente, spesso ispirata ad Apple è un fatto. Che questo accada anche oggi, secondo diversi utenti Mac, è altrettanto vero, e chi la pensa in questo modo ha avuto una conferma nel corso della nottata di ieri.

Per verificarlo di persona sarebbe bastato fare una capatina nel tardo pomeriggio e nella nottata di ieri sul sito della società  di Redmond per vedere come qualche addetto al marketing delle Finestre ha pensato anche di sfruttare la campagna Switch, adattandola alle sue esigenze.

Una intera pagina Internet della sezione “Insider”, dedicata ad “informare” sui vantaggi ottenuti usando Windows, era infatti occupata da una testimonianza di uno “switcher” passato da Mac a PC e corredata da una serie di informazioni (anche tecniche) sulla migrazione da una piattaforma all’altra.

Ovviamente non mancavano neppure confronti tra varie applicazioni come AppleWorks (che Apple regala su molte macchine e che in ogni caso costa un centinaio di euro) e Office (che viene venduto, ben che vada, a 400 euro) e tra Internet Explorer (che esiste, come tutti sanno, anche per Mac) e Netscape (che nessuno è obbligato ad usare per Mac).

L’effetto del tutto, che palesemente vuole richiamare la campagna Switch, avrebbe avuto un sapore ironico, specie una volta notato che il testimonial in questione che ora vivrebbe felice e contento nel suo mondo fatto di compatiblità  universale in compagnia del suo economicissimo portatile dotato di Windows XP, una non meglio precisata scrittrice, non era citato in alcun modo per nome e cognome e l’unica immagine che compare nella pagina è tratta da un catalogo di foto reperibile in commercio. In realtà  sembra proprio che a Redmond avessero invece pensato a fare sul serio.

Microsoft interpellata al proposito ha infatti ammesso di avere commissionato “l’articolo” ad una scrittrice freelance e che la foto viene da un catalogo ma che la testimonianza è vera.

Successivamente, però, Redmond ha deciso di rimuovere la pagina e facendo un’ammissione di colpa ha definito poco opportuna la scelta di realizzare una simile iniziativa.

I più curiosi potranno comunque ancora vedere la pagina facendo click qui.