Microsoft: gli Stati vogliono diffondere la pirateria

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In tribunale da Microsoft parte un’€™altra accusa agli Stati che non accettano la mediazione. ‘€œIndeboliranno Windows e favoriranno la pirateria digitale’€.

Gli stati che chiedono la modularità  di Windows e la creazione di diverse versioni del sistema operativo a richiesta degli utenti e dei produttori di computer, potrebbero dare via libera ai pirati informatici. Questa la nuova minaccia all’€™orizzonte paventata da Jim Allchin, responsabile per i prodotti Windows nel corso della sua testimonianza in tribunale.

Allchin, teste di parte chiamato a deporre dagli avvocati di Redmond, ha sostenuto che chiedere, come fanno gli avversari della società , di rivelare informazioni su Windows e scorporare parti di esso, IE e Windows Media Player, indebolisce la sicurezza del sistema e dischiude le porte a chi utilizza i computer per compiti illegali.
Tra questi hackers ma anche coloro che sfruttano i sistemi per la creazione di copie illegali di musica e contenuti digitali in genere.

Allchin è uno dei pochi testimoni chiamati da Microsoft ad essere comparso in tribunale anche nella precedente fase del processo e anche uno degli ultimi a sedersi di fronte alla giudice Kollar-Kotelly in questa seconda fase.

Tra le altre affermazioni pronunciate in tribunale da Allchin anche il respingimento delle tesi avanzate da Jonathan Schwartz che ha avanzato il sospetto che Windows XP con il suo sistema di registrazione altro non sia che un modo per catapultare gli utenti nella sfera dei servizi Web di Microsoft.

Secondo Allchin si tratterebbe di una accusa falsa: ‘€œNon forziamo nessuno ad usare nostri prodotti, cerchiamo solo di renderli più appetibili con l’€™innovazione e la capacità  di interoperare con la maggior parte del software possibile’€